Tasi Roma 2015, sconto: pagare meno con la casa museo

Case museo: l'iniziativa a Roma per far pagare meno di Tasi ma trovare entrate alternative per le casse del Comune

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Case museo: l'iniziativa a Roma per far pagare meno di Tasi ma trovare entrate alternative per le casse del Comune

Uno sconto sulla Tasi 2015 a Roma per chi apre le porte di casa al pubblico. L’iniziativa delle case museo punta ad abbassare il peso delle tasse immobiliari mantenendo al tempo stesso le entrate per le casse comunali. L’idea di base è la stessa del bonus per l’acquisto di mobili o infissi: favorire settori in difficoltà e al tempo stesso portare risorse aggiuntive nelle casse pubbliche. La novità è che questa volta il meccanismo non è stato applicato ad un comparto propriamente industriale ma alle dimore storiche.

Tasi 2015 dimore storiche: agevolazioni allo studio

Ville e castelli aperti al pubblico diventano case museo e godono di agevolazioni sulla Tasi. Potrebbero rientrare nella misura circa 50 mila immobili privati vincolati dal ministero dei Beni culturali ma non sempre conservati al meglio sebbene per legge sussista tale obbligo in capo ai proprietari. Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini, presidente dell’Adsi, l’associazione delle dimore storiche italiane, ha sottolineato come la proposta del bonus Tasi possa servire anche ad evitare lo “sgretolarsi” del patrimonio privato di beni culturali. Luciano Monti, professore di Politica economica europea alla Luiss di Roma, ha confermato che, sulle dimore storiche, si potrebbe intervenire con un taglio del 30% sulla Iuc, l’imposta comunale unica (Imu + Tasi), con il risultato di portare allo Stato tra i 100 e 120 milioni di euro di tasse aggiuntive. Per ottenere lo sconto non basta però in quest’ottica restaurare l’immobile ma anche valorizzarlo, innescando un circolo virtuoso a livello turistico. La società di consulenza Deloitte ha fatto un quadro della situazione in Toscana: ad oggi solo 4 dimore storiche su 10 riescono a coprire i costi di manutenzione e restauro con attività complementari, mentre una dimora su quattro non ha ricavi. Eppure le potenzialità, come confermano anche i dati dello studio di Deloitte, non mancano: solo nella provincia di Firenze i ricavi delle attività aggiuntive delle dimore storiche hanno un valore di circa 50 milioni di euro, più o meno come una PMI.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Tasse e Tributi

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.