Tasi 2016: aliquote in aumento sulla seconda casa?

La Legge di Stabilità 2016 ha abolito la Tasi sulla prima casa: ma cosa succederà per la seconda casa?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
La Legge di Stabilità 2016 ha abolito la Tasi sulla prima casa: ma cosa succederà per la seconda casa?

La Legge di Stabilità 2016 ha confermato l’abolizione della Tasi sulla prima casa. Una buona notizia? Non per chi ha una seconda casa al mare o in affitto. I comuni infatti, anche per l’anno prossimo, avranno la possibilità di ritoccare le aliquote delle tasse comunali sulla casa verso l’alto fino ad un aumento dello 0,8 per mille. Abolizione Tasi prima casa: cosa prevede la Legge di Stabilità 2016 Su questo fronte quindi la Legge di Stabilità ha prorogato la normativa prevista per il 2014-15. Attualmente i sindaci di 460 Comuni, inclusi Roma e Milano che da sole pesano per il 50%, hanno confermato l’addizionale per le seconde case.   E’ inoltre previsto che “al fine di favorire la trasparenza, l’efficienza e la funzionalità dell’azione amministrativa, le amministrazioni pubbliche approvano, entro il mese di ottobre di ciascun anno, il programma biennale e suoi aggiornamenti annuali degli acquisti di beni e di servizi di importo stimato superiore a 1.000.000 di euro“. Quest’ultimo, steso sulla base dei fabbisogni di beni e servizi, si riferisce alle prestazioni oggetto dell’acquisizione. “La violazione delle previsioni di cui ai precedenti periodi – precisa la norma – è valutabile ai fini della responsabilità amministrativa e disciplinare dei dirigenti, nonché ai fini dell’attribuzione del trattamento accessorio collegato alla performance“. Da ultimo una precisazione per la Tasi sulle seconde case in affitto: l’imposta viene abolita se il proprietario ha scelto l’immobile come prima casa (perché ad esempio vive in casa e affitta una stanza). E lo stesso vale per gli inquilini: chi vive in affitto ma ha la sua prima casa in un altro luogo, ad esempio uno studente fuori sede che rientra nel nucleo familiare di origine e che non ha spostato la sua residenza, o chi si trasferisce per questioni di lavoro temporaneamente, lasciando la residenza nella casa di provenienza (dove potrebbe ad esempio aver acceso un mutuo con le agevolazioni prima casa) continuerà a pagare la quota Tasiprevistaa carico degli inquilini.

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Argomenti: Tasse e Tributi, Tasi 2016