Tariffe Tari 2016: quali attività hanno sconti sulla tassa sui rifiuti?

Calcolo tariffe Tari 2016: regole e sconti dopo il rinvio dei fabbisogni standard

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Calcolo tariffe Tari 2016: regole e sconti dopo il rinvio dei fabbisogni standard

La Legge di Stabilità 2016 ha previsto il rinvio al 2018 dell’obbligo di considerare i fabbisogni standard nel calcolo delle tariffe Tari. Questo significa, in altre parole, che per ancora due anni i Comuni saranno liberi di scegliere i costi della gestione dei rifiuti, e quindi delle relative tariffe Tari, senza tener conto dei fabbisogni standard. Il rinvio al 2018 è stato giustificato sulla considerazione del fatto che l’applicazione senza indicazioni chiare avrebbe potuto causare il rischio di ammanchi e di coperture economiche insufficienti, in particolare laddove il costo effettivo del servizio risulti essere superiore ai suddetti fabbisogni standard. Tari 2016: sarà il vero fardello di famiglie e imprese? La Legge di Stabilità inoltre ha esteso al 2017 il termine entro cui i Comuni possono continuare ad avvalersi delle deroghe al metodo normalizzato ex Dpr 158/1999 per il calcolo delle tariffe Tari, senza tener conto del coefficiente Ka (relativo alla quota fissa delle utenze domestiche) e applicando i coefficienti Kb, Kc e Kd (relativi alle quote variabili delle utenze domestiche e alle utenze non domestiche, sia per la componente fissa che per quella variabile) senza tener conto dei limiti minimi e massimi. Questo permetterà di prevedere tariffe Tari speciali per alcune tipologie di attività caratterizzate da una maggiore produzione di rifiuti (pescherie e ristoranti ad esempio).

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