Tari 2017: aliquote, scadenze e panoramica sulla tassa per il servizio raccolta rifiuti

Tari 2017: calcolo, requisiti, importi ed esenzioni. Tutto quello che c'è da sapere

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Tari 2017: calcolo, requisiti, importi ed esenzioni. Tutto quello che c'è da sapere

Se Imu e Tasi sulla prima casa sono due balzelli superati, la Tari 2017 resta ad impegnare i contribuenti, proprietari di casa o inquilini (ciascuno secondo la propria quota). Oggi la tassa sui rifiuti è diventata tra le voci di spesa più ingenti sulla base del luogo in cui si ha la residenza. L’ubicazione è fondamentale quando si parla di Tari perché le aliquote della tassa sui rifiuti, e di conseguenza l’importo da pagare, variano non di poco tra i diversi Comuni. Così come anche i parametri di applicazione del tributo e le condizioni, ad esempio per quanto riguarda l’uso non continuativo dell’immobile (casa con occupante residente all’estero per un periodo non inferiore a sei mesi). Quello che invece per la Tari 2017 continuerà ad essere uguale a livello nazionale è il metodo di pagamento: apposito bollettino postale o modello F24, con specificato l’importo da pagare oltre al codice tributo, l’anno di riferimento e la scadenza della Tari.

Anche alcune regole relative all’esenzione Tari valgono a prescindere dal Comune di residenza. Così ad esempio va specificato che non sono sottoposti al tributo in analisi gli immobili improduttivi di rifiuti perché impossibilitati a farlo, come ad esempio immobili non abitabili o privi di allaccio idrico o elettrico.

Per il resto invece, come sopra accennato, il calcolo Tari spetta ai Comuni. Chi si trasferisce in un nuovo immobile è tenuto a comunicare, entro il 20 gennaio dell’anno successivo a quello di occupazione, la propria presenza all’ufficio tributi comunale.

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