Tares, Irap e Irpef: le scadenze fiscali dell’estate torrida

Tutte le scadenze fiscali di giugno e luglio 2013: per le piccole medie imprese sarà un salasso

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Tutte le scadenze fiscali di giugno e luglio 2013: per le piccole medie imprese sarà un salasso

L’estate 2013, e in modo particolare il mese di giugno, si preannunciano molto calde, almeno dal punto di vista fiscale. Tares, Irap e Irpef si accumulano in pochi giorni: le scadenze fiscali ravvicinate e pesanti quantitativamente, rappresentano un vero e proprio salasso per lavoratori autonomi e piccoli imprenditori.

Le simulazioni realizzate presso l’ Ufficio studi della Cgia di Mestre parla di cifre preoccupanti: tra versamenti Inps, tassa annuale di iscrizione alla Camera di Commercio, saldo della prima rata Imu 2013, pagamento della nuova Tares (tassa rifiuti), autoliquidazione Irpef (con saldo 2012 e acconto 2013) si rischia di arrivare fino a 25.700 euro circa (per le società di media grandezza con 2 soci e 10 dipendenti).

In base alle stime della Cgia di Mestre, realizzate sulla base di quattro differenti tipologie di attività, “un commerciante pagherà tra i 4.452 e i 4.676 euro;  un artigiano tra i 6.948 e i 7.206 euro;  una società di persone con 2 soci e 4 dipendenti tra i 17.733 e i 18.409 euro; una società di capitali con 2 soci e 10 dipendenti tra i 25.401 e i 25.737 euro”.  La forbice è rappresentata dall’applicazione di due scenari diversi:
Nel primo sono state  utilizzate le aliquote medie dell’Imu e delle addizionali Irpef, nonché la maggiorazione della Tares pari a 0,3 euro al metro quadrato. Nel secondo, invece, si è immaginato uno scenario più pessimistico rispetto al precedente, ipotizzando che le Regioni e gli Enti locali elevino sino al valore massimo consentito le aliquote dei tributi interessati da questa scadenza e che la maggiorazione della Tares si attesti a 0,4 euro al metro quadrato”. 

Secondo i calcoli dei sindacati Cgil, Cisl e Uil tra giugno e luglio, lo Stato incasserà 11,6 miliardi di acconto Imu, 14,4 miliardi di saldo Irpef, 4 miliardi di acconto Tares e 1,8 miliardi ottenuti dall’aumento dell’Iva.

 

Acconto Irpef 2013: deducibilità al 20%

Per il periodo di imposta 2013 la deducibilità ai fini Irpef è passata dal 40% al 20%. La misura si applica anche per gli acconti 2013 (Aliquote Irpef 2013, ecco quali sono).

 

Agevolazioni Irap per chi assume giovani e donne

Il DL “Salva Italia” ha introdotto la deducibilità dell’Irap relativa al costo del lavoro compensando quindi, anche se solo parzialmente, il taglio della percentuale Irpef deducibile. In particolare le aziende che assumono donne o giovani sotto i 35 anni possono usufruire della deduzione fino a a 10.600 euro (fino a 15.200 per le imprese collocate nei territori del Sud e delle Isole) (Agevolazioni Imprese: deduzione Irap nel Decreto Salva Italia).

 

Contributi Inps: aumenti fino al 2018 per artigiani e commercianti

Per il 2013 aumentano anche i contributi Inps. Artigiani e commercianti pagheranno l’0,45% annuo in più. L’aumento continuerà in maniera progressiva fino al 2018: gli obiettivi sono, rispettivamente, il 24% e il 24,09%.

 

Nuova Tares: calcolo e rate

Nell’anno in corso, come noto, la Tares ha preso il posto della vecchia Tarsu. Le rate Tares non saranno più quattro, come inizialmente previsto, ma due. Dovendo assicurare la copertura totale del costo dello smaltimento dei rifiuti, la nuova imposta risulta più pesante. A questo si aggiunge una maggiorazione di 0,3 euro al metro quadrato (che, a discrezione del Comune, può essere elevato di un ulteriore 0,1 cent). Il pagamento della prima rata Tares è in programma proprio per il mese di luglio (Tares: tenere conto delle esigenze dei contribuenti).

 

Imu 2013: si paga di più per i capannoni

Quello che preoccupa maggiormente i contribuenti è il saldo della prima rata Imu 2013. Per quanto riguarda piccoli e medi imprenditori peraltro è previsto un aumento dell’imposta sui capannoni dovuto all’inasprimento del coefficiente per la determinazione della base imponibile (che passa da 60 a 65) (Imu 2013, tutte le novità in vigore da quest’anno). 

 

Chiusura piccole medie imprese: come evitare il fallimento

Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia, pronostica che, allo stato dei fatti, l’inizio della stagione estiva potrebbe costringere alla chiusura delle aziende, stressate dagli oneri fiscali e senza liquidità.

L’invito ai leader politici è quello di costituire in tempi brevi il nuovo governo e affrontare immediatamente questa intervenendo in via preferenziale sull’alleggerimento dell’impatto della nuova tassa sui rifiuti (Tares) e sul ventilato aumento dell’Imu sui capannoni ma soprattutto impedendo l’aumento Iva al 22% in calendario dal primo luglio. Altre misure per impedire il fallimento delle piccole imprese riguardano la liquidità e si concretizzano nell’agevolazione dell’accesso al credito e nello sblocco immediato dei crediti che le aziende vantano nei confronti della Pubblica amministrazione (e che ammontano a circa 70 miliardi).

 

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