Tares, associazioni ambientali: premiare i cittadini e le aziende che inquinano meno

Il principio “chi più inquina più paga” vale anche in Italia? Le associazioni ambientali chiedono di rispolverarlo per una distribuzione e quantificazione equa della tassa sui rifiuti

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Il principio “chi più inquina più paga” vale anche in Italia? Le associazioni ambientali chiedono di rispolverarlo per una distribuzione e quantificazione equa della tassa sui rifiuti

Introdurre il criterio di premialità per la Tares, che sia o meno inglobata nella service tax, per incentivare cittadini e aziende ad inquinare meno.

Questa la richiesta riunita delle associazioni Aiab, Cia, Coldiretti, Confapi, Confagricoltura  e Legambiente indirizzata al ministro dell’economia e delle finanze Fabrizio Saccomanni, e per conoscenza anche al ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare Andrea Orlando, al ministro per gli Affari regionali, le autonomie e lo sport Graziano Delrio e al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Nunzia De Girolamo. Nella nota si richiama al principio comunitario del “chi inquina paga”.

Si chiede inoltre di “liberare il tributo sui rifiuti dalla copertura dei costi dei “servizi indivisibili”, eliminando la maggiorazione di 0,30 euro per metro quadro, perché non correlati in alcun modo alla produzione dei rifiuti e all’esigenza di responsabilizzare i comportamenti individuali applicando criteri meritocratici”.

Le associazioni ambientali chiedono quindi di prestare la giusta attenzione alla questione rifiuti: la Tares infatti, qualora fosse incorporata nella service tax, rischierebbe di vivere all’ombra dell’Imu. “Le nostre associazioni sono preoccupate perché fino ad oggi la discussione si è concentrata molto sulla modifica dell’imposta sulla casa e poco sulla Tares, che nella versione attuale rischia di essere un nuovo pesante aggravio per tutte le utenze che producono rifiuti, senza prevedere alcun principio di premialità per i comportamenti virtuosi, anche perché comprende la copertura dei costi dei cosiddetti “servizi indivisibili” che poco hanno a che fare con la gestione dei rifiuti”

Gestione tassa sui rifiuti: occorre guardare agli esempi europei

Le associazioni invitano a guardare agli esempi europei: “sarebbe possibile affrontare concretamente la sfida della riduzione dei rifiuti, come è riuscita a fare ad esempio la Germania, utilizzando una equa leva economica, introducendo un criterio di giustizia e sostenibilità ambientale e alleggerendo la pressione fiscale sui più virtuosi, a partire dalla riforma del nuovo tributo sui rifiuti”. Ad oggi invece nel nostro Paese “solo alcune centinaia di enti locali fanno pagare in base alle quantità di rifiuti effettivamente prodotte grazie alla tariffazione puntuale, con risultati importanti sulla prevenzione, sull’avvio a riciclaggio e sulla riduzione delle quantità di rifiuti avviate a smaltimento”.

 

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Argomenti: Tassa rifiuti