Taglio pensioni d’oro, allarme Brunetta: penalizzati pensioni donne e militari 

Taglio pensioni d'oro, ridotti assegni oltre i 4 mila: perché sono a rischio le pensioni di donne e militari? Cosa c'è di vero nell'allarme Brunetta sulla riforma assegni d'oro?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Taglio pensioni d'oro, ridotti assegni oltre i 4 mila: perché sono a rischio le pensioni di donne e militari? Cosa c'è di vero nell'allarme Brunetta sulla riforma assegni d'oro?

Confermati i tagli alle pensioni d’oro: sembra che sarà del 10-20% la sforbiciata sugli assegni oltre i 4 mila euro netti mensili (la forbice dipende dall’età di pensionamento). E’ uno dei cavalli di battaglia del nuovo governo sul fronte pensioni ma Brunetta ha lanciato l’allarme sulla penalizzazione pensioni donne e militari.

Pensioni d’oro: rischio penalizzazione donne e militari

Il taglio delle pensioni d’oro è fondamentale per finanziare l’altra misura sul fronte previdenziale, ovvero alzare le minime e le sociali. Si prevede un taglio delle pensioni sopra i 4 mila euro netti: decurtazione definitiva a partire da gennaio 2019. Secondo le stime attuali gli assegni colpiti dalla misura saranno circa 158 mila.
Il progetto è sostenuto in particolar modo dai due capogruppo di maggioranza alla Camera, Francesco D’Uva (M5s) e Riccardo Molinari (Lega), che hanno descritto l’intervento come “equo, ragionevole, non arbitrario, proporzionale” e conseguente ad “una forte istanza sociale di solidarietà”.

Queste le intenzioni lodevoli e lo scopo dichiarato del taglio pensioni d’oro quindi ma Brunetta ha lanciato l’allarme: ad essere penalizzate saranno in particolare le pensioni donne e militari. Perché? Sono queste le categorie che, storicamente, hanno raggiunto l’età pensionabile prima e che, quindi, subirebbero stando allo schema di cui sopra un taglio più consistente. In una nota Brunetta commenta “, i capigruppo di Lega e 5 stelle, presentano un ddl di legge per il taglio delle pensioni cosiddette d’oro – ovvero le pensioni di importo superiore a 3.600 – 3.800 netti al mese – (sic!), scritto e corretto dal presidente dell’Inps, sul suo modello ‘Non per cassa ma per equità”’ e invece “con questo ddl si colpiscono anche le pensioni di vecchiaia, un pasticcio da dilettanti. Il risultato? Colpite soprattutto le donne ed i militari. Aspettiamo fiduciosi a settembre l’esame di riparazione per il Prof Boeri e i suoi autorevoli discenti”.

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Argomenti: News pensioni, Penalizzazioni pensioni