Taglio parlamentari: fa male alla casta ma fa bene alle tasche

Deputati e senatori ci costano oltre 1,5 miliardi di euro a legislatura. Dal taglio parlamentari, risparmi per 500 milioni.

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Deputati e senatori ci costano oltre 1,5 miliardi di euro a legislatura. Dal taglio parlamentari, risparmi per 500 milioni.

La casta trema. Il taglio dei parlamentari italiani, oltre che essere un atto doveroso rispetto ai tempi che cambiano, fa bene alle tasche dei contribuenti. Se non altro dopo che l’Italia ha fatto registrare un altro record di debito pubblico.

Il debito pubblico italiano ha toccato lo scorso mese quota 2.560 miliardi di euro. Soldi spesi da decenni anche per mantenere una classe politica inetta e inutile. Fra queste spese naturalmente c’è anche il miliardo e mezzo di euro che dobbiamo tirar fuori per ingrassare deputati e senatori con stipendi e pensioni da favola.

17.000 euro al mese fra indennità, diarie, rimborsi vari e benefit di ogni genere fra cui anche le auto blu con autista. E il conto potrebbe anche essere in difetto visto che è difficile quantificare con esattezza quanto un onorevole percepisce a fine anno fra una cosa e l’altra. A conti fatti sono circa 30 euro a contribuente considerando anche i neonati. Sicché, eliminare un terzo dei seggi corrisponde a tenersi in tasca 10 euro.

Dopo il taglio dei parlamentari, anche quello degli stipendi

Ridurre di un terzo il numero dei rappresentanti porterà finalmente a un taglio dei costi della casta politica romana per circa 500 milioni di euro a legislatura. Non solo, subito dopo, sarà portata avanti la riforma per tagliare anche gli stipendi di deputati e senatori. Assurdo che guadagnino mediamente 2.000 euro al mese in più dei parlamentari europei.

L’Italia, poi, è il Paese al mondo che spende di più per fare le leggi. C’è poco da girarci intorno: l’attività legislativa italiana, oltre che essere lenta e farraginosa, è costosissima. Far funzionare commissioni parlamentari numerose e lente ha un costo non indifferente per la collettività.

Ma molti non lo sanno. Sono i così detti costi occulti che vanno dal mantenimento di tutto quel personale che gira dentro Montecitorio e Palazzo Madama (assistenti, segretari, commessi, ecc.).

A partire dalle prossime elezioni, poi, si ridurranno di conseguenza anche i costi per le campagne elettorali e di tutto quello che gira intorno alle segreterie di partito, a partire dai rimborsi elettorali. E così anche l’indotto di deputati e senatori, a partire dalle auto blu con autisti per finire ai rimborsi di spese di rappresentanza e ai viaggi gratis sui mezzi pubblici (in prima classe naturalmente).

Parlamentari italiani più pagati al mondo

Come noto, in Italia parlamentari sono i più pagati al mondo. Lo rivela uno studio inglese di qualche tempo fa e che mette al primo posto dei costi per le indennità parlamentari proprio l’Italia. Un triste primato che da anni indigna ogni singolo cittadino. Secondo lo studio inglese (Independent Parliamentary Standards Authority), i veri “paperoni” della politica sono i parlamentari italiani con uno stipendio medio di oltre 120 mila sterline annue. Subito dietro troviamo Australia e Stati Uniti con circa 117 e 114 mila sterline annue. All’interno della Ue, solo l’Austria è poco sotto, ma per il resto dell’Unione gli italiani guadagnano il 60% in più rispetto alla media europea. Spese fuori da ogni logica e che non ci si può più permettere di sostenere – dice Luigi Di Maio – il quale aggiunge che:

quelli del ‘no’ sostengono che non serve tagliare i parlamentari, ma che bisogna tagliare gli stipendi. Bene, sono otto anni che noi lo stiamo facendo e che chiediamo di farlo anche agli altri. Vi propongo un patto: votiamo “sì” al referendum del 20-21 e dal 22 tagliamo pure lo stipendio dei parlamentari. Non ci vuole moltoè sufficiente una delibera dell’Ufficio di presidenza, non serve una legge”.

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