Superbonus edifici unifamiliari alla prova del quoziente familiare. Tutti i calcoli da effettuare

Il decreto Aiuti-quater subordina il diritto al superbonus 2023 edifici unifamiliari al rispetto di un preciso limite reddituale calcolato sulla base di un quoziente familiare

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Il decreto Aiuti-quater subordina il diritto al superbonus 2023 edifici unifamiliari al rispetto di un preciso limite reddituale calcolato sulla base di un quoziente familiare

La Legge n° 6 del 13 gennaio, Legge di conversione del decreto Aiuti-quater, ha confermato le novità in materia di superbonus edifici unifamiliari. Infatti, dal 2023 per gli edifici e le villette unifamiliari, il superbonus spetta nel rispetto di condizioni davvero stringenti che riducono di moltissimo l’ambito applicativo dell’agevolazione.

Addirittura è necessario rispettare anche un limite reddituale da verificarsi tenendo conto di un certo quoziente familiare.

Proprio sul quoziente familiare, bisogna fare della osservazioni per aiutare i nostri lettori a capire come verificare i nuovi requisiti richiesti dal decreto Aiuti-quater.

Superbonus 2023. A quali condizioni?

L’art.9 del DL 176/2022, decreto Aiuti-quater, oltre a ridurre l’aliquota dell’agevolazione dal 110% al 90%, prevede che, rispetto ai lavori effettuati su edifici e villette unifamiliari, i contribuenti potranno beneficiare del superbonus 2023 solo se:

  • titolari di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull’unità immobiliare (Usufrutto, uso, abitazione, superficie, enfiteusi);
  • la stessa unità immobiliare è adibita ad abitazione principale;
  • titolari di un reddito di riferimento rapportato a uno specifico quoziente familiare, non superiore a 15.000 euro.

In applicazione del quoziente familiare, il rispetto del limite di 15.000 euro deve essere verificato: dividendo il reddito complessivo del contribuente, del coniuge e dei familiari conviventi, rilevato nell’anno precedente a quello di sostenimento delle spese superbonus,  per un quoziente che varia in base al numero dei componenti del nucleo familiare che sono stati a carico (art.12, comma 2 del DPR 917/86, TUIR) nello stesso anno. Identico discorso vale per quanto riguarda i componenti delle unioni civili e per le coppie di fatto.

Superbonus 2023. Già in vigore il quoziente familiare

Fatta tale doverosa premessa, ai fini del calcolo del coefficiente familiare, ci viene in aiuto la relazione illustrativa del decreto Aiuti-quater.

In tale documento, vengono fornite alcune indicazioni fondamentali per calcolare correttamente il limite reddituale nel rispetto del quale, si può accedere al superbonus 2023.

In particolare, la presenza nel nucleo familiare del coniuge, o del soggetto legato al contribuente da unione civile o del convivente, incide sul calcolo del redditi di riferimento. A prescindere dalla circostanza che il medesimo, nell’anno precedente quello di sostenimento della spesa, sia stato o meno a carico fiscale del contribuente che beneficia dell’agevolazione. Al contrario, potrebbe anche verificarsi che quest’ultimo sia stato a carico fiscale del coniuge. Similmente, si tiene conto dei familiari a carico presenti nel nucleo familiare del contribuente che sostiene la spesa. A prescindere dalla circostanza che, nell’anno precedente quello di sostenimento della spesa, siano stati a carico di quest’ultimo o del coniuge o di entrambi.

Ulteriori precisazioni

Sempre nella citata relazione illustrativa, sul quoziente familiare è evidenziato come: ai fini della determinazione del reddito di riferimento, in conformità a quanto previsto dall’art. 12, comma 4-ter, del sopra citato TUIR, si tiene conto anche dei figli di età inferiore a 21 anni per i quali, nell’anno precedente quello di sostenimento della spesa, ricorrevano i requisiti reddituali di cui al comma 2 dello stesso articolo, ma non hanno dato luogo alla detrazione fiscale per carichi di famiglia di cui al comma 1, lettera c), dello stesso art. 12; detti figli quindi, ai fini della determinazione del reddito di riferimento, sono considerati al pari dei figli per i quali è spettata detta detrazione.

Tale precisazione dovrebbe essere legata al fatto che, per i figli di età inferiore a 21 anni, dal 1° marzo 2022, l’assegno unico ha sostituito le detrazioni per carichi di famiglia.

Un esempio pratico

Ipotizziamo che il reddito di un nucleo familiare composto dai due coniugi e da un figlio a carico sia pari a 20.000 euro. Nello specifico, ai fini del superbonus 2023, il reddito andrà calcolato come di seguito riportato: 20.000/2,5 (i coniugi più un figlio a carico).

In tale caso, il reddito che dovrà essere considerato ai fini del superbonus è 8.000 euro.

Sarà possibile accedere al superbonus 2023.

Come anticipato sopra, il calcolo deve essere effettuato partendo dal reddito complessivo del contribuente, del coniuge e dei familiari conviventi, dividendo lo stesso per un quoziente familiare in base al numero dei componenti del nucleo familiare.

Dunque, al numeratore ci sarà il reddito complessivo del nucleo familiare (20.000 nel nostro esempio).

Tale reddito sarà diviso (denominatore) per:

  • 1 nel caso di un nucleo famigliare composto da una sola persona;
  • 2 se è presente un secondo familiare convivente ( coniuge, soggetto legato da unione civile o la persona convivente).

Da qui, la base (1 o 2), è incrementata: di 0,5 se è presente un familiare a carico diverso dal coniuge (o dal componente dell’unione civile o della convivenza di fatto), di 1 se sono presenti due familiari a carico e di 2 se sono presenti tre o più familiari a carico. In tal modo sarà definito il reddito complessivo. Il reddito complessivo ai fini del superbonus non deve essere superiore a 15.000 euro.

Nel nostro esempio, il reddito viene diviso per 2,5: 1 per il 1° componente del nucleo familiare, +1 per il coniuge, + 0,5 per il figlio a carico.

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