Superbonus 110% per l’inquilino o comodatario: l’omessa registrazione del contratto esclude il beneficio

Non è ammesso al superbonus 110% l’inquilino o il comodatario laddove il contratto non risulta registrato all’Agenzia delle Entrate

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Non è ammesso al superbonus 110% l’inquilino o il comodatario laddove il contratto non risulta registrato all’Agenzia delle Entrate

Tra i soggetti che possono godere del superbonus 110% di cui al decreto Rilancio, vi rientrano (purché ne sostengano effettivamente la spesa) anche il conduttore (affittuario/inquilino) ed il comodatario. Tuttavia, in questi casi, è di fondamentale importanza avere il contratto di locazione o di comodato regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate. Lo dice la stessa Amministrazione finanziaria nella Circolare n. 24/E del 2020.

Per il superbonus 110% ci vuole il possesso o la detenzione dell’immobile

Come si evince dal predetto documento di prassi, ai fini del superbonus del 110% è necessario che chi sostiene la spesa per i lavori “possegga” o “detenga” l’immobile oggetto dell’intervento in base ad un titolo idoneo e ciò deve sussistere al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio (tale data deve risultare dai titoli abilitativi, se previsti, ovvero da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà). In dettaglio, ai fini del beneficio in esame è richiesto che chi sostiene la spesa:

  • possegga l’immobile oggetto degli interventi in qualità di proprietario, nudo proprietario o di titolare di altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • oppure detenga l’immobile oggetto dei lavori in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato.

Superbonus 110% per l’inquilino o comodatario: il contratto deve risultare registrato

Dunque, da quanto anzidetto, ne deriva che se, ad esempio, la spesa che dà diritto al superbonus 110% è sostenuta dall’inquilino o dal comodatario, il beneficio fiscale spetta a questi e non al locatore/proprietario.

Tuttavia, in questi casi, affinché i citati soggetti (inquilino o comodatario) possano godere del beneficio è necessario che:

  • il contratto di locazione o comodato risulti regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate e ciò deve già sussistere al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio;
  • ci sia stato il consenso del locatore alla realizzazione dei lavori.

Con riferimento alla prima delle menzionate condizioni, l’Agenzia delle Entrate nella citata Circolare n. 24/E del 2020 ha anche chiarito che:

Al fine di garantire la necessaria certezza ai rapporti tributari, la mancanza di un titolo di detenzione dell’immobile risultante da un atto registrato, al momento dell’inizio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese se antecedente, preclude il diritto alla detrazione anche se si provvede alla successiva regolarizzazione”.

Pertanto, se “al momento dell’inizio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese se antecedente manca la registrazione del contratto di affitto o di comodato, l’inquilino o il comodatario che sostiene la spesa non potrà godere del superbonus e ciò nemmeno se questi provveda a regolarizzare l’omessa registrazione del contratto ricorrendo al ravvedimento operoso.

Vogliamo, infine, che se durante il periodo di fruizione del beneficio fiscale, dovesse cessare il contratto di locazione o comodato, lo sgravio fiscale resta in capo al locatario o comodatario.

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