Superbonus 110% anche per i familiari conviventi: chi sono e come individuarli

Il superbonus 110% spetta anche ai familiari conviventi del possessore o detentore l’immobile oggetto degli interventi. Ma chi sono tali familiari? Come individuarli? Ci sono condizioni che devono essere rispettate?

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Il superbonus 110% spetta anche ai familiari conviventi del possessore o detentore l’immobile oggetto degli interventi. Ma chi sono tali familiari? Come individuarli? Ci sono condizioni che devono essere rispettate?

Ai fini della detrazione fiscale superbonus 110% prevista dal decreto Rilancio (art. 119), è necessario che l’immobile oggetto degli interventi sia posseduto o detenuto sulla base di un titolo idoneo. Questa condizione deve essere verificata al momento di avvio dei lavori o al momento in cui è sostenuta la spesa, se antecedente il predetto avvio.

La data di inizio dei lavori deve risultare dai titoli abilitativi, se previsti, ovvero da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Superbonus 110%: ci vuole il possesso o la detenzione dell’immobile

Come anticipato, per godere della super detrazione del 110% è necessario il possesso o la detenzione dell’immobile (oggetto dei lavori) sulla base di un titolo idoneo (proprietà, usufrutto, ecc.). Nel dettaglio, come si evince dalla Circolare n. 24/E dell’8 agosto 2020, i soggetti che vogliono beneficiare del superbonus 110% devono:

  • possedere l’immobile, oggetto dei lavori, in qualità di proprietario, nudo proprietario o di titolare di altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • oppure detenere l’immobile, oggetto dei lavori, in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, ed essere in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario.

Con riferimento a questo secondo punto, la stessa Amministrazione finanziaria ha tenuto a precisare che la registrazione dell’atto di detenzione, quale ad esempio contratto di locazione o comodato, è necessaria per garantire al fisco la certezza della detenzione. Pertanto, la mancanza di un titolo di detenzione dell’immobile risultante da un atto registrato, al momento dell’inizio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese se antecedente, non permetterà diritto alla detrazione e ciò anche se si provvede alla successiva regolarizzazione.

Sulla base di quanto sopra detto, dunque, se i lavori sono eseguiti e pagati, ad esempio, dall’usufruttuario, il superbonus spetta a quest’ultimo e non al nudo proprietario; stessa cosa nel caso in cui i lavori sono eseguiti e pagati dal nudo proprietario: in questo caso il superbonus spetta a questi e non all’usufruttuario. Così come se i lavori sono fatti e pagati dall’inquilino, il superbonus spetta a quest’ultimo e non al proprietario/locatore.

Ammessi al superbonus 110% anche i familiari conviventi

Potrebbe capitare che l’immobile oggetto dei lavori che danno diritto al superbonus 110% (ad esempio il cappotto termico) sia di proprietà del marito mentre la spesa è pagata dalla moglie (quindi fatture di spesa e bonifici di pagamento intestati alla moglie).

In questa ipotesi, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che ammessi a fruire della detrazione sono anche i familiari del possessore o del detentore dell’immobile, individuati ai sensi dell’articolo 5, comma 5 del TUIR, ossia:

  • coniuge (anche componente dell’unione civile);
  • parenti entro il terzo grado;
  • affini entro il secondo grado.

Tra i beneficiari, inoltre vi rientrano anche i conviventi di fatto (c.d. more uxorio), purché la convivenza di fatto risulti all’anagrafe comunale.

I gradi di parentela: come individuarli

Ma chi sono i parenti entro il 3°grado? E gli affini entro il 2° grado? Può beneficiare del superbonus anche il coniuge dello stesso sesso legato da vincolo matrimoniale civile?

Con riferimento al coniuge, rientra in questa definizione sia il coniuge di sesso opposto legato da vincolo matrimoniale (civile e religioso) sia il coniuge dello stesso sesso legato dalla sola unione civile (c.d. Legge Cirinnà).

In merito alla parentela, invece, si tratta del vincolo che lega persone discendenti da uno stesso stipite. Dunque:

  • sono miei parenti di 1° grado:
    • mio padre e mia madre;
    • mio figlio e mia figlia;
  • sono miei parenti di 2° grado:
    • mio nonno e mia nonna;
    • i miei nipoti (figlio di mio figlio o di mia figlia);
    • mio fratello e mia sorella;
  • sono miei parenti di 3° grado:
    • il mio bisnonno e la mia bisnonna;
    • i miei pronipoti (figlia o figlio di mio nipote);
    • i miei nipoti (figlia e figlio di mio fratello o di mia sorella);
    • i miei zii (fratello e sorella di mio padre o di mia madre).

Riguardo poi l’affinità si tratta del vincolo tra un coniuge e i parenti dell’altro coniuge. Quindi:

  • sono miei affini di 1° grado:
    • mio suocero e mia suocera;
    • i figli del mio coniuge;
  • sono miei affini di 2° grado:
    • il nonno e la nonna del mio coniuge;
    • i nipoti (figlio del figlio del mio coniuge);
    • mio cognato e mia cognata;
  • sono miei affini di 3° grado:
    • il bisnonno e la bisnonna del mio coniuge;
    • pronipoti (figli del nipote del mio coniuge);
    • nipoti (figli di mio cognato e di mia cognata);
    • zii del mio coniuge.

Le condizioni per il superbonus 110% per i familiari conviventi

I familiari de possessore o detentore dell’immobile possono godere anch’essi del superbonus del 110% purché siamo, comunque, rispettate una serie di condizioni. In particolare:

  • è necessario che la spesa dei lavori sia effettivamente da essi sostenuta (i documenti di spesa ed i bonifici di pagamento devono essere ad essi riconducibili);
  • devono risultare conviventi con il possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento alla data di inizio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese ammesse alla detrazione se antecedente all’avvio dei lavori;
  • le spese sostenute devono riguardare interventi eseguiti su un immobile, anche diverso da quello destinato ad abitazione principale, nel quale potenzialmente può esplicarsi la convivenza. La detrazione, pertanto, non spetta al familiare del possessore o del detentore dell’immobile nel caso di interventi effettuati su immobili che non sono a disposizione (in quanto locati o concessi in comodato). Quindi, ad esempio, se i lavori sono pagati dalla moglie su un immobile di proprietà del marito che risulta locato o ceduto in comodato, il superbonus 110% è perso (in altre parole, per godere questo caso del superbonus, l’immobile oggetto dei lavori deve risultare nella disponibilità del nucleo familiare).

Se trattasi di lavori fatti e pagati, ad esempio, dal marito sull’immobile di proprietà della moglie, inoltre è chiarito che non è necessario che i due coniugi abbiano sottoscritto un contratto di comodato ma è sufficiente che attestino, mediante una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, di essere familiari conviventi.

Fonti e collegamenti esterni:

Circolare Agenzia delle Entrate n. 24/E dell’8 agosto 2020

Art. 119 decreto-legge n. 34 del 2020, convertito in Legge n. 77 del 2020

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