Super bonus 110% anche per i non residenti

Il chiarimento è stato fornito durante un'interrogazione parlamentare.

di , pubblicato il
Il chiarimento è stato fornito durante un'interrogazione parlamentare.

Anche i contribuenti non residenti possono accedere alle detrazioni maggiorate del 110% introdotte dal decreto Rilancio.

 

E’ consentita loro anche la cessione della detrazione o la richiesta dello sconto.

 

Tali indicazioni sono state fornite dall’Agenzia delle entrate nel corso di un’interrogazione parlamentare del 28 luglio 2020.

Le detrazioni al 110%

Il D.L. 34/2020, c.d decreto Rilancio, all’art.119,  ha previsto una detrazione maggiorata al 110% per i seguenti interventi:

  • interventi di isolamento termico sugli involucri degli edifici;
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti;
  • interventi antisismici.

 

Difatti, tali interventi sono definiti dall’Agenzia delle entrate quali “interventi trainanti”.

 

Inoltre, se collegati ad uno degli interventi appena citati, danno diritto alla detrazione del 110% anche:

  • gli interventi rientranti nell’eco bonus ordinario (art.14 D.L. 63/2013);
  • installazione di impianti solari fotovoltaici ( art.16-bis comma 1 DPR 917/86, TUIR);
  • colonnine di ricarica la ricarica per  veicoli elettrici.

 

Interventi c.d trainati.

Detrazione, cessione o sconto

Ai sensi dell’articolo 121 del Decreto Rilancio,  i soggetti ai quali spettano le detrazioni sopra individuate,  in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione possono, alternativamente, optare:

  1. per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, di importo massimo non superiore al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore di beni e servizi relativi agli interventi agevolati;
  2. per la cessione di un credito d’imposta corrispondente alla detrazione spettante, ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successive cessioni.

In merito allo sconto, il fornitore consenziente,  recupera il contributo anticipato,  sotto forma di credito d’imposta di importo pari alla detrazione spettante.

Con facoltà di successive cessioni di tale credito ad altri soggetti. Ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

 

La cessione può essere disposta in favore:

 

  • dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi;
  • di altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti)
  • di istituti di credito e intermediari finanziari.

 

L’opzione di cui al n°1 e n°2,  può essere effettuata in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori che, con riferimento agli interventi ammessi al Superbonus, non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo. Il primo stato di avanzamento, inoltre, deve riferirsi ad almeno il 30% e il secondo ad almeno il 60% dell’intervento medesimo (fonte guida Agenzia delle entrate).

 

Le modalità di esercizio dell’opzione, da effettuarsi in via telematica:

 

  • anche avvalendosi degli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni
  • saranno definite con apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate.

 

A stretto giro, dovrebbero essere pubblicato.

L’utilizzo del credito d’imposta

Come indicato nella guida dell’Agenzia delle entrate, I crediti d’imposta, che non sono oggetto di ulteriore cessione, sono utilizzati in compensazione in F24. Il credito d’imposta è fruito con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione. La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.

 

In merito all’utilizzo in F24, non si applica il limite generale di compensabilità:

 

  • previsto per i crediti di imposta e contributi pari a 700.000 euro (elevato a 1 milione di euro per il solo anno 2020),
  • né il limite di 250.000 euro applicabile ai crediti di imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi.

 

Inoltre, non si applica il divieto di utilizzo dei crediti in compensazione, in presenza di debiti iscritti a ruolo per importi superiori a 1.500 euro

 

Fatta tale ricostruzione, è lecito chiedersi se anche i contribuenti non residenti possono accedere alle detrazioni maggiorare e alle relative opzione di cessione e sconto.

Le detrazioni ordinarie per i non residenti: i precedenti chiarimenti di prassi

La fruizione della detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica ordinarie sono ammessi:

 

  • sia i soggetti residenti che non,
  • titolari di qualsiasi tipologia di reddito.

 

Difatti, tali indicazioni operative, sono rinvenibile nella circolare, Agenzia delle entrate, n°14/2020.

 

“La detrazione spetta, infatti, alle persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, agli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, alle società semplici, alle associazioni tra professionisti e ai soggetti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali) (art. 2 del DI 19 febbraio 2007)”.

 

A tal proposito, anche i soggetti residenti all’estero, iscritti all’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero AIRE possono beneficare delle detrazioni citate.

Le detrazioni al 110%: ammessi anche i non residenti

Con una specifica interrogazione parlamentare, la n° 5-04433, è stato chiesto all’Agenzia delle entrate, se i soggetti iscritti all’AIRE possono beneficiare altresì delle detrazioni maggiorate al 110%.

 

Ebbene, la riposta è stata positiva.

 

Le detrazioni previste dal decreto Rilancio spettano anche ai connazionali residenti all’estero, iscritti all’Aire. Naturalmente, in riferimento agli immobili situati sul territorio dello Stato.

 

Inoltre, è altresì ammessa anche:

 

  • la cessione della detrazione o
  • la richiesta dello sconto.

 

In sintesi, lo status di non residente non comporta alcuna preclusione all’accesso alle detrazioni al 110% e alle collegate opzioni di utilizzo.

 

Argomenti: ,