Sulla Cig c’è ancora troppa burocrazia, imprese nel caos

Confesercenti critica il governo per non aver messo un freno alla burocrazia imperante in Italia. Dal decreto ai pagamenti Cig passano almeno 3 mesi di tempo.

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Confesercenti critica il governo per non aver messo un freno alla burocrazia imperante in Italia. Dal decreto ai pagamenti Cig passano almeno 3 mesi di tempo.

Anche in tempi di Covid-19 la burocrazia non accenna a diminuire. Anzi, è dimostrato che nonostante gli sforzi finora fatti, resta più forte che mai. I ritardi dell’Inps sono infatti stati causati da intoppi burocratici.

Così, la possibilità di fruire di altre quattro settimane di integrazione salariale è senz’altro positiva, osserva Confesercenti. Purtroppo, però, l’intervento rischia di essere reso inefficace dalle lungaggini e dalle difficoltà burocratiche, ma anche da indicazioni contrastanti e poco chiare.

Troppa burocrazia e lentezze sulla Cig

“Abbiamo chiesto una norma – scrive l’associazione di imprese – che potesse semplificare il sistema delle integrazioni salariali e permettere ai tanti nostri associati di far accedere i lavoratori più velocemente al sostegno al reddito. Abbiamo insistito con i Ministri competenti per un finanziamento ulteriore delle integrazioni salariali. Abbiamo ripetuto in tutte le sedi politiche e istituzionali che il sistema speciale di integrazioni salariali creato per far fronte a Covid-19 non era adatto alla situazione economica post-pandemica”. In questo senso un minimo risultato è stato ottenuto con la Cig in deroga sottratta alle Regioni per essere gestita direttamente dall’Inps, ma è solo una goccia nel mare.

Il decreto Rilancio – continua Confesercenti– accoglie parte delle nostre richieste. È positiva la possibilità di fruizione delle ulteriori quattro settimane di integrazione salariale, senza dover attendere il mese di settembre. È positiva la norma di rifinanziamento del sistema. Ma anche le buone norme rischiano di cadere nella rete della burocrazia Inps che, come noto a tutti oramai, da una parte, è carente dei meccanismi digitali per far fronte alle domande pervenute e, dall’altra, non riesce a risolvere i problemi pratici che i nostri associati debbono affrontare quotidianamente perché mancano istruzioni operative sulle procedure“.

Dal decreto all’arrivo dei soldi passano minimo 3 mesi

Normalmente dall’approvazione di un decreto alla effettiva disposizione dei pagamenti passano dai 90 ai 120 giorni. Il decreto va infatti convertito in legge, poi bisogna aspettare i regolamenti attuati, il parere della Corte dei Conti, le circolari ministeriali o quelle dell’Inps. Insomma, tutta una serie di tappe che non fanno altro che rallentare il decorso delle cose. Il che è grave se avviene in periodo di emergenza. Tant’è che molte industrie e medie imprese finora hanno anticipato la Cig per 3,9 miliardi di euro sapendo già che lo Stato sarebbe arrivato in ritardo. “Siamo in attesa, ancora oggi, 17 giugno, della circolare sul decreto Rilancio – fa notare Confesercenti -. L’accesso alle settimane ulteriori stabilite dal decreto Rilancio è di fatto ancora bloccato per carenza di indicazioni operative da parte dell’Inps. Non si comprende quale sia il criterio di computo di utilizzo delle precedenti nove settimane che è il presupposto per accedere ai successivi periodi di sospensione. Si attendono tali indicazioni per permettere di realizzare una procedura più fluida e scevra da complessità che di fatto bloccano l’utilizzo delle 18 settimane complessive. In materia di cassa in deroga siamo già al 17 giugno e nulla è ancora chiaro sulla nuova cd. procedura semplificata gestita direttamente dall’Inps“. Ancora una volta, dunque, “la burocrazia si rivela nemica delle buone norme. Nel decreto manca un coordinamento efficace sul gioco a scacchiera dei termini da rispettare“, conclude l’associazione.

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