Studi di settore: redditi in forte calo al Nord

I numeri degli studi di settore sono un ottimo mezzo per capire le dimensioni della crisi economica e dell'evasione fiscale

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
I numeri degli studi di settore sono un ottimo mezzo per capire le dimensioni della crisi economica e dell'evasione fiscale

I recenti rapporti in merito all’attività fatta dalla guardia di finanza ed in merito ai dati dichiarati ai fini degli studi di settore 2009 offrono lo spunto per capire la reale entità di fenomeni quali la crisi economica e l’evasione fiscale. 

 

STUDI DI SETTORE: FORTISSIMA CRISI DEL MANIFATTURIERO

Per quanto riguarda gli studi di settore, le imprese e le persone fisiche tenute alla presentazione del modello, hanno dichiarato in media circa 40.800 euro per quanto riguarda l’anno di imposta 2009. Sul totale delle dichiarazioni presentate circa l’80,5 per cento, cioè 2,8 milioni di contribuenti, è risultato congruo. Il totale dei redditi dichiarati da tali soggetti  è comunque in calo di 10,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo di imposta, un’ effetto evidente della crisi. Il calo è stato più evidente nelle imprese del nord rispetto a quelle del sud, ed ancora gli effetti più negativi si sono avuti più nelle imprese manifatturiere che in quelle relative al commercio. Per le imprese della manifattura, considerando solo quelle che hanno dichiarato  ricavi o compensi maggiori a 30 mila euro, il calo è stato parecchio sostenuto visto che in media la riduzione è stata quasi di un terzo ( attestandosi a quota 36.100 euro, calo in gran parte dovuto alla crisi dei mercati internazionali ed al calo della domanda interna). Più contenuta la riduzione nel settore servizi, dove il reddito medio è stato pari a 36 mila euro, mentre i commercianti hanno visto una contrazione del reddito di circa il 6 per cento ( reddito medio denunciato pari a 29.100 euro) ed i professionisti hanno invece subito una contrazione del 2,1 per cento.

Per quanto riguarda la zona geografica di provenienza dei soggetti congrui, i problemi maggiori si riscontrano soprattutto nelle zone del centro nord. La Lombardia è al regione dove il calo è stato più vistoso, con una contrazione del 16,4 per cento, ed a seguire emilia romagna, marche, veneto e friuli tutte regioni dove il reddito medio è calato di oltre 10 punti percentuali ( a riprova che il settore manifatturiero è stato il più penalizzato i cali più vistosi sono avvenuti tutti nelle zone a più alta vocazione industriale). Anche al sud gli arretramenti sono stati abbastanza significativi anche  se in termini percentuali sono inferiori alle regioni del nord ( ad esempio puglia e campania hanno fatto registrare  un -8,6 per cento, mentre per basilicata e molise il calo è stato di poco superiore al 5 %).

 

EVASIONE FISCALE: IL LAVORO DELLA GUARDIA DI FINANZA

Per quanto concerne invece il lavoro svolto dalla guardia di finanza nell’anno 2011 si segnala come il lavoro svolto abbia consentito di scovare circa 50 miliardi di euro di imponibile non denunciato.  Inoltre sono stati portati alla luce oltre 8 miliardi di euro di iva non versati, più di 12 mila denunce per reati connessi  all’attività tributaria o frode fiscale e ben 7500 evasori totali stanati ( per un imponibile mai denunciato all’amministrazione finanziaria di oltre 21 miliardi di euro). Tra gli 80 mila ed oltre controlli effettuati dalle fiamme gialle molti sono stati indirizzati a riuscire a tracciare i movimenti che prevedono l’esportazioni di capitali in paradisi fiscali, al fine di fruire di una tassazione agevolata ( in questo caso sono stati circa 11 i miliardi di euro di imponibile recuperato).

 

LAVORO NERO E SEQUESTRI CAUTELATIVI

Inoltre ben 902 milioni di euro ( tra liquidi depositati sui conti correnti, immobili, barche, auto e vari beni di lusso) sono il valore dei beni sequestrati in vi preventiva. Tra le oltre 12 mila denunce effettuate in 1981 riguardano casi in cui si sono emesse fatture false, 200 omesse dichiarazioni e 2 mila distruzioni o sottrazioni di contabilità.

Per quanto riguarda il lavoro nero i datori di lavoro non regolari sono stati circa 5.400, mentre i lavoratori non regolari sono stati oltre 12 mila.

Il plauso a questo ed altri interventi è venuto direttamente dal comandante generale del corpo che ha ribadito come azioni di questo tipo, fatte soprattutto in momenti difficili come quello attuale, fanno in modo che la gente onesta si senta meno abbandonata. Il merito è sicuramente di un corpo al cui interno si trovano numerosi professionisti il cui compito è anche quello di fare in modo che si abbia un cambiamento culturale per cui chi evade non è un furbo da ammirare ma piuttosto un soggetto che compie un’ atto deprecabile a danno della collettività. Inoltre oltre all’evasione i militari sono stati impegnati in varie azioni che avevano il compito di far emergere situazioni di corruzione, emersione di lavoratori in nero, illecito trasferimento di capitale all’estero, evasione internazionale e caccia alle frodi fiscali.

 

EVASIONE FISCALE GRECIA: LA GOGNA ELENNICA

Pertanto un’azione a 360 gradi dei militari delle fiamme gialle, i quali auspicano sempre maggiori interventi da parte del governo che attraverso diverse disposizioni legislative ha dimostrato di tenere particolarmente a cuore il contrasto al fenomeno. A tal proposito si segnala anche l’azione fatta da un’altro governo, quello greco, che vista la situazione di dissesto generale in cui l’evasione ha comunque una certa responsabilità, ha penato bene di pubblicare sul sito governativo il nome di ben 7100 evasori circa con tanto di nome e cognome. 

 

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Argomenti: Aziende e Società