Studi di settore: cosa cambia dopo decreto semplificazione fiscale

E' scaduto il 29 febbraio il termine per l'invio della comunicazione sulle anomali degli studi di settore 2010

di Roberto Franchini, pubblicato il
E' scaduto il 29 febbraio il termine per l'invio della comunicazione sulle anomali degli studi di settore 2010

Il 29 febbraio 2012 è scaduto il termine per l’invio all’Agenzia delle Entrate della comunicazione delle anomalie degli studi di settore del 2010, adempimento che riguarda le imprese che sono rientrate in casi di non congruità, non coerenza e non normalità con gli studi di settore del periodo d’imposta 2010 riportati nel modello UNICO 2011.

 

DECRETO SEMPLIFICAZIONE FISCALE: POTENZIATO L’ACCERTAMENTO INDUTTIVO

Intanto anche dal decreto per la semplificazione fiscale  arrivano interessanti novità sugli studi di settore: cambiano infatti le regole per l’accertamento induttivo nei casi di omessa o infedele indicazione nei modelli.

La nuova normativa in materia di studi di settore prevede che tanto l’Agenzia delle entrate quanto la Guardia di finanza destineranno una parte della capacità operativa per l’effettuazione di specifici piani di controllo, articolati su scala nazionale e fondati sull’analisi del rischio di evasione fiscale anche alla luce delle nuove informazioni di natura finanziaria che giungeranno all’anagrafe tributaria: ossia, non soltanto l’esistenza del rapporto di natura finanziaria ma anche le movimentazioni che hanno interessato i rapporti, i relativi importi e ogni informazione relativa al contribuente che gli operatori finanziari, a decorrere dal 1° gennaio scorso, sono obbligati a comunicare ai sensi dell’articolo 11, comma 2, del decreto legge n. 201/2011.

Appare evidente che, d’ora in poi, si verrà a creare un “incrocio” tra indagini “finanziarie” e studi di settore, decisamente potenziato anche in ragione del fatto che, a breve e non appena verranno definiti i criteri per la trasmissione delle informazioni da parte degli operatori finanziari, l’Agenzia delle entrate, seppure a livello centrale, potrà monitorare anche le “movimentazioni” inerenti i rapporti finanziari, sì da consentire una più agevole individuazione delle posizioni ritenute meritevoli del controllo.

 

Infine, un’apposita campagna di controlli è prevista nei confronti dei contribuenti non congrui e non coerenti, per i quali le indagini saranno svolte dando priorità all’utilizzo dei poteri istruttori previsti in materia di indagini finanziarie, tanto nella versione della richiesta al contribuente circa il rilascio di una dichiarazione contenente l’indicazione della natura, del numero e degli estremi identificativi dei rapporti intrattenuti con le banche, la società Poste italiane Spa, gli intermediari finanziari, le imprese di investimento, gli organismi di investimento collettivo del risparmio, le società di gestione del risparmio e le società fiduciarie, nazionali o stranieri, in corso ovvero estinti da non più di cinque anni dalla data della richiesta, quanto nella versione “classica” della richiesta rivolta agli operatori finanziari nei cui confronti il contribuente, per i periodi d’imposta interessati dal controllo, intratteneva rapporti di natura finanziaria.

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Argomenti: Aziende e Società

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