Straordinari: chiarimenti sul pagamento oltre l’orario di lavoro per tutti

Lavoro a chiamata e straordinari: i chiarimenti sul pagamento e altri diritti di chi lavora con contratti a intermittenza.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Lavoro a chiamata e straordinari: i chiarimenti sul pagamento e altri diritti di chi lavora con contratti a intermittenza.

Gli straordinari vanno pagati di più, sempre. Indipendentemente dal tipo di contratto. A ribadirlo è il Ministero del Lavoro in risposta all’interpello del Ministero del Lavoro n. 6 datato 24 ottobre 2018 e avanzato dall’Associazione Nazionale delle Imprese di Sorveglianza Antincendio (A.N.I.S.A.) ma il principio ha valenza generale per tutti i lavoratori a chiamata.

Il riferimento normativo in tema di straordinari è al decreto legislativo n. 66/2003 in cui vengono specificate le regole per il pagamento degli straordinari. Il punto è: valgono anche per i contratti jobs on call? Il Ministero ha chiarito che se si superano le 40 ore settimanali è così.

Testualmente, sentito anche il parere dell’Ispettorato nazionale del lavoro e dell’Ufficio legislativo di questo Ministero, viene riferito che: “il decreto legislativo n. 66 del 2003 definisce lavoro straordinario quello prestato oltre il normale orario di lavoro pari a 40 ore settimanali, o altro definito dai contratti collettivi, senza prevedere una durata massima giornaliera dell’orario di lavoro. Lo stesso decreto legislativo stabilisce che il ricorso a prestazioni di lavoro straordinario deve essere contenuto, con la possibilità per i contratti collettivi di regolamentare le modalità di esecuzione delle prestazioni di lavoro straordinario, fermi restando i limiti di durata massima settimanale dell’orario di lavoro. Con riferimento al campo di applicazione della disciplina in materia di orario di lavoro, si osserva che, ai sensi dell’articolo 1, comma 2, punto a) del citato d.lgs. n. 66, è orario di lavoro “qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni”. Tale disciplina, quindi, si applica a tutte le forme di lavoro subordinato con riferimento ai tempi in cui il lavoratore è a disposizione del datore di lavoro, fatte salve le esclusioni espressamente contemplate agli articoli 2 e 16 del medesimo decreto legislativo n. 66 del 2003. Il decreto legislativo n. 81 del 2015, analogamente al previgente decreto legislativo n. 276 del 2003, nel disciplinare l’istituto del lavoro a chiamata prevede che il trattamento economico del lavoratore intermittente sia regolato dal principio di proporzionalità, ossia deve essere determinato in base alla prestazione effettivamente eseguita, e dal principio di non discriminazione. L’articolo 17 del medesimo d.lgs. n. 81 del 2015 stabilisce, al comma 1, che il lavoratore intermittente non debba ricevere per i periodi lavorati un trattamento economico e normativo complessivamente meno favorevole rispetto al lavoratore di pari livello e, al comma 2, che nei suoi confronti trovino applicazione in misura “proporzionale” gli istituti normativi tipici del rapporto di lavoro subordinato, per quanto riguarda l’importo della retribuzione globale e delle singole componenti di essa, delle ferie, dei trattamenti per malattia e infortunio, congedo di maternità e parentale”.

In sintesi quindi il Ministero ha colto l’occasione per ribadire che il lavoro straordinario dà diritto a maggiorazione salariale anche dei lavoratori a chiamata. Non solo: i lavoratori intermittenti hanno gli stessi diritti di chi è assunto anche in tema di retribuzione, malattia, infortunio, congedo di maternità e paternità perché si tratta
“pur sempre di un contratto di lavoro dipendente, ragione per cui la libera determinazione delle parti contraenti opera, quantomeno con riferimento alla tipologia con obbligo di risposta alla chiamata del datore di lavoro, nell’ambito della normativa di legge e di contratto collettivo applicabile, con specifico riferimento alla disciplina in materia di orario di lavoro”.

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Argomenti: Lavoro e Contratti, Lavoro a chiamata