Stop liste di mobilità: licenziamento, cosa succede nel 2017?

Con l'addio alle liste di mobilità cosa accade a partire dal 1 gennaio 2017 ai lavoratori licenziati?

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Con l'addio alle liste di mobilità cosa accade a partire dal 1 gennaio 2017 ai lavoratori licenziati?

Archiviate definitivamente le liste di mobilità dal 1 gennaio 2017, così come previsto dalla riforma Fornero, cosa accade ai lavoratori che da tale data perderanno il lavoro?

Ovviamente per chi viene licenziato dal 1 gennaio 2017 non ci sarà più l’iscrizione nella liste di mobilità e per questi lavoratori, quindi, gli unici benefici possibili saranno quelli rappresentati dalla Naspi.

Stop alle liste di mobilità: quali conseguenze?

Dopo il licenziamento i lavoratori, quindi, non potranno più fruire della tutela offerta dalle liste di mobilità che oltre all’indennità potevano avere una sorta di corsia preferenziale per la ricerca di lavoro. Conseguenze, però, ci sono anche per le aziende: esse non potranno puù fruire degli incentivi che la mobilità garantiva nell’assunzione di lavoratori licenziati.

Dal 1 gennaio 2017, quindi, i lavoratori licenziati potranno fruire soltanto della Naspi  solo qualora in possesso dei requisiti per l’accesso, ovvero:

  • dispobilità immediata a svolgere un nuovo lavoro
  • 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione
  • 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti il periodo di disoccupazione.
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Argomenti: Ammortizzatori sociali, Mobilità, Naspi