Stop al segreto bancario: controllo serrato sui conti correnti

Controllo sui conti correnti mediante invio periodico all ’Anagrafe tributaria, ma si rimane in attesa di un provvedimento delle Entrate

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Controllo sui conti correnti mediante invio periodico all ’Anagrafe tributaria, ma si rimane in attesa di un provvedimento delle Entrate
Il Governo Monti rinuncia al segreto bancario e prevede l’invio, da parte delle banche, di informazioni sui conti correnti dei proprio clienti all’Anagrafe tributaria.

Segreto bancario addio. Il Governo Monti, facendo della lotta all’evasione il suo cavallo di battaglia, ha introdotto delle novità per tutti i contribuenti. Dopo la tracciabilità ai pagamenti, il limite agli acquisti in contranti fino a 1000 euro e la pubblicazione sui siti dei Comuni di dati aggregati delle dichiarazione di redditi ( si veda nostro articolo Evasione fiscale: on line i redditi dei cittadini), da segnalare è anche l’abbandono al segreto bancario deciso dall’esecutivo tecnico guidato dal prof. Monti.

Il segreto bancario secondo Monti

Perché addio al segreto bancario? La risposta è da cercarsi nella manovra salva Italia, il decreto legge n. 201/11 convertito in legge n. 214/2011 che ha previsto il controllo a tutto tondo dei conti correnti e di tutti i rapporti finanziari con gli intermediari finanziari, quali istituti di credito e poste , anche in assenza di specifiche indagini finanziarie e fiscale. In sostanza di prevede che l’estratto conto debba essere inviato, in duplice copia, al titolare del conto e al Fisco o meglio all’Anagrafe tributaria, nell’ottica di contrastare l’evasione fiscale.

Controllo conti correnti

Gli intermediari e operatori finanziari hanno così l’obbligo di  comunicare periodicamente all’Anagrafe tributaria, tutte le movimentazioni effettuate su tutti i rapporti intrattenuti con i propri clienti. Si rimaneva però in attesa di un provvedimento dell’Agenzia delle entrate per stabilirne le modalità precise di attuazione e, secondo le ultime indiscrezioni, questo provvedimento starebbe per arrivare per cui banche, Poste, sim, sgr, fiduciarie e assicurazioni potranno, anzi dovranno comunicare all’Anagrafe tributaria le informazioni relative ai conti e ai rapporti finanziari.

Anagrafe tributaria: cosa va comunicato?

Intanto nei giorni scorsi proprio l’Agenzia delle Entrate con una nota inviata alle associazioni di categoria del mondo finanziario, tra cui Abi, Afin, Aibe, Aifi, Aiip, Ania, Assifact, Assilla, Assofiduciaria, Assogestioni, Assoholding, Assosim, Federascomfidi, Federconfidi e Poste Italiane spa, ha disposto, testuali parole, che “Nelle more dell’adeguamento alle prescrizioni del Garante del provvedimento di prossima emanazione” ( il Garante della privacy si era espresso infatti affermando l’importanza del controllo sui conti correnti, ma tenendo ben a mente la tutela del diritto alla privacy dei contribuenti), – restano confermati i dati e le informazioni oggetto di trasmissione all’Anagrafe tributaria”, ossia gli importi delle movimentazioni nei conti e di tutte le operazioni fuori conto (si veda cambio valuta estera, cambio assegni, richieste di bonifici per contanti) ad esclusione dei pagamenti con bollettini di conto corrente postale inferiori ai 1500 euro.

Anagrafe tributaria: comunicazioni entro il 31 marzo

Da ultimo si ricorda che la bozza di provvedimento direttoriale delle Entrate che stabilisca le modalità di comunicazione all’Anagrafe tributaria dei conti correnti, secondo le ultime indiscrezioni, fisserà al prossimo 31 ottobre la scadenza per l’invio di saldi e movimentazioni relativi all’anno 2011, mentre a regime la comunicazione dovrà avvenire annualmente entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento.

 

Sullo stesso argomento ti potrebbe interessare anche:

 Segreto bancario addio: il fisco spia nei conti correnti italiani

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Evasione fiscale, Redditi e Dichiarazioni

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.