Stipendi statali 2017: come guadagnare di più senza perdere il bonus 80 euro

Confermato lo sblocco stipendi statali 2017: resta il nodo del bonus 80 euro a rischio con gli aumenti in busta paga

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Confermato lo sblocco stipendi statali 2017: resta il nodo del bonus 80 euro a rischio con gli aumenti in busta paga

Sono passati quasi due anni dalla sentenza della Corte Costituzionale che aveva tacciato di illegittimità il blocco degli stipendi statali stabilito per far fronte all’emergenza finanziaria degli ultimi governi. Ora finalmente gli aumenti nella busta paga dei dipendenti pubblici sarebbero pronti ma resta da risolvere con urgenza e tempismo la questione del bonus 80 euro: l’obiettivo è tutelare chi oggi guadagna tra i 24 e i 26 mila euro (secondo le ultime stime del governo parliamo di una platea di circa 150-200 mila dipendenti pubblici quindi è evidente che non si tratta di un problema marginale).

Aumento stipendi pubblici: da quando 85 euro in più in busta paga?

Aumento stipendi statali: a rischio bonus 80 euro?

A ricordare, semmai ce ne fosse bisogno, questa priorità, è stata la Cgil: Susanna Camusso, nel commentare gli aumenti degli stipendi statali, ha ricordato che “non si può concludere il contratto senza avere una soluzione sulla vicenda 80 euro” esortando il governo a “trovare una quadra che non determini «perdite per i lavoratori”. Non intervenire su questo punto potrebbe costringere molti dipendenti della PA coinvolti nell’aumento alla restituzione degli 80 euro del bonus Renzi: per tutti questi quindi gli aumenti in busta paga tanto attesi sarebbero una beffa.

Aumento stipendi statali, quando e come: bonus Renzi diventa detrazione?

Sulla tempistica di attuazione del piano di aumenti in busta paga per circa 3 milioni di statali, il ministro Marianna Madia ha rassicurato che il fischio d’inizio ufficiale delle trattative “certamente arriverà prima dell’estate”. La soluzione più papabile per scongiurare il rischio di restituzione degli 80 euro sarebbe quella di farli figurare come una detrazione fiscale e non un sussidio. Una proposta alternativa che pure viene presa in considerazione è quella avanzata dal segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo: “congeliamo a oggi il livello fondi che lo Stato versa per il bonus, in modo che gli scatti contrattuali non si sovrappongano”.

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