Statali: 3,58 milioni dipendenti in Italia, stipendio medio oltre 32 mila euro

Cresce il numero degli statali in Italia nel 2019. La maggior parte si concentra nel comparto Scuola e Sanità. Stipendio medio 32.696 euro.

di , pubblicato il
Cresce il numero degli statali in Italia nel 2019. La maggior parte si concentra nel comparto Scuola e Sanità. Stipendio medio 32.696 euro.

Cresce seppur di poco il numero degli statali in Italia. Nel 2019 il numero di lavoratori pubblici con almeno una giornata retribuita nell’anno è risultato pari a 3.587.775 (+0,1% rispetto al 2018), con una retribuzione media di 32.696 euro e una media di 286 giornate retribuite

Lo comunica l’Inps, spiegando che il gruppo contrattuale più numeroso è quello della Scuola con il 37,6% dei lavoratori. Seguito dal Servizio Sanitario con il 19,1%, dalle Amministrazioni locali (Regioni, Province, Comuni) con il 16,4%. E dalle Forze Armate, Corpi di polizia e Vigili del Fuoco con il 14,4%.

Scuola, Università ed enti di ricerca e Servizio sanitario sono gli unici gruppi contrattuali in cui nel 2019 si registra una variazione positiva rispetto al 2018, rispettivamente +1,9%, +1,8% e +0,2%, mentre tutti gli altri gruppi hanno registrato variazioni negative.

Statali, l’86% è a tempo indeterminato

Quanto alla tipologia contrattuale, il numero di lavoratori pubblici con contratto a tempo indeterminato nel 2019 è pari a 3.107.398 lavoratori, più dell’86% del totale, con una retribuzione media annua di euro 35.530 e 303 giornate medie retribuite.

Il gruppo contrattuale della Scuola è quello modale nella tipologia contrattuale a tempo determinato con il 71%, con la retribuzione media annua più bassa pari a 11.398 euro e solo 157 giornate medie retribuite.

Età media fra 55 e 59 anni

Per quanto concerne la struttura per età emerge che, nel 2019, la classe di età modale è quella tra i 55 e i 59 anni con 682.541 lavoratori (19% sul totale). L’81,8% della collettività ha età maggiore di 40 anni.

Rispetto al genere, i lavoratori maschi rappresentano il 41% della distribuzione nel complesso. Rispetto alle classi di età si osserva che solo nelle classi dei più giovani, fino a 24 anni, i maschi sono prevalenti quote oltre il 63%. Nelle classi di età tra 40 e 64 anni il divario per genere si accentua con una netta prevalenza delle femmine a quota 60%.

Stipendio medio statali 32.696 euro

La retribuzione media annua nel 2019, pari a 32.696 euro nel complesso, risulta molto differenziata sia per età sia per genere. In particolare aumenta al crescere dell’età ed è costantemente più alta per il genere maschile (38.053 euro contro 28.977 euro per le femmine nel totale).

Il differenziale retributivo per età è strettamente connesso alla presenza di lavoro a termine, rilevante soprattutto nelle classi di età più giovani. Infatti, rispetto alla media complessiva di giornate retribuite nel 2019 pari a 286, si riscontrano valori molto bassi tra i lavoratori sotto i 20 anni (103 giornate) e nella classe 20-24 anni (192 giornate).

Il differenziale retributivo per genere, invece, sembra più correlato alla maggiore presenza di lavoro part time tra le femmine. Infatti il numero di lavoratrici che nel 2019 hanno avuto almeno un rapporto di lavoro part time è pari a 223.641, contro appena 50.038 maschi. Nel 2019 circa il 3,4% dei lavoratori maschi ha avuto almeno un rapporto di lavoro a tempo parziale mentre tra le femmine la quota di lavoratrici che ha avuto almeno un part time nell’anno è pari al 10,6%.

Uno statale su quattro lavora al Centro

Analizzando la distribuzione dei lavoratori per area geografica di lavoro, nel 2019 il 23,8% dei lavoratori pubblici lavora nel Centro, seguono le regioni del Nord-ovest (23,1%), il Sud (21,7%), il Nord-est con il 19,9% e le Isole (11,5%). Le retribuzioni medie nel 2019 presentano i valori più bassi nelle due ripartizioni del Nord rispettivamente 31.665 euro nel Nord-ovest e 31.571 nel Nord-est.

Nel 2019 il numero medio mensile di lavoratori pubblici è stato pari a 3.315.919 (-0,3% rispetto al 2018). Il picco è stato raggiunto ad aprile (3.392.300 lavoratori). La distribuzione per mese e per gruppo contrattuale mostra che la Scuola è l’unico gruppo con una spiccata stagionalità, con il minimo nei mesi di luglio, agosto e settembre e il massimo nel mese di dicembre.

La quota di lavoratori pubblici con contratto a tempo determinato è stata pari al 10,1% del totale, in crescita rispetto a quella registrata nel 2018 (9,4%). Analizzando la variazione dei lavoratori pubblici nel 2019 rispetto al 2018, i lavoratori a tempo determinato sono aumentati del 7,3% mentre quelli a tempo indeterminato sono diminuiti dell’ 1,1%.

Argomenti: ,