Start up innovative agevolate con il decreto sviluppo 2012 parte II

Start up incentivate con il decreto crescita 2.0 del Governo Monti. Si punta allo sviluppo di nuove ed innovative imprese nel panorama industriale italiano

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Start up incentivate con il decreto crescita 2.0 del Governo Monti. Si punta allo sviluppo di nuove ed innovative imprese nel panorama industriale italiano
Start up incentivate con il decreto sviluppo 2012 parte seconda. Nuove imprese innovative ai nastri di partenza

Start up innovative nel decreto sviluppo 2012, parte seconda. L’intento del Governo è quello di prevedere incentivi alle imprese nuove, le start up. Vediamo quali.

Start up

Innanzitutto si chiarisce che start up innovative sono società di capitali, anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europae, fiscalmente residente in Italia, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione che possiede i seguenti requisiti:

a) la maggioranza delle quote o azioni rappresentative del capitale sociale e dei diritti di voto nell’Assemblea ordinaria dei soci, sono detenute da persone fisiche;

b) è costituita e svolge attività d’impresa da non più di 48 mesi;

c) ha la sede principale dei propri affari o interessi in Italia;

d) a partire dal secondo anno di attività della start up innovativa, il totale del valore della produzione annua, così come risultante dall’ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, non è superiore a 5 milioni di euro;

e) non distribuisce, e non ha distribuito, utili;

f) ha, quale oggetto sociale esclusivo, lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;

g) non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda;

h) possiede almeno uno dei seguenti requisiti:  

1) le spese in ricerca e sviluppo sono superiori al 30 per cento del maggiore valore fra spese totali e valore della produzione della start up innovativa.

2) impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato o che sta svolgendo un dottorato presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati;

3) sia titolare o licenziatario di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività d’impresa.

Finanziament start up su internet

Individuati a lineee generali i requisiti per cui un’impresa possa definirsi start up, occorre chiarire anche che, nell’ambito delle misure sulla nascita e lo sviluppo delle imprese c.d. start-up innovative, il decreto sviluppo 2012 parte seconda ha introdotto una disciplina volta a favorire la raccolta di capitale di rischio da parte delle stesse imprese attraverso portali online (c.d. crowdfunding), istituendo quindi una modalità innovativa di reperimento di risorse finanziarie dedicata alle imprese.

Start up: agevolazione all’assunzione

Da ultimo si ricorda che, sempre per le start up innovative, si prevedono specifiche regole in materia di rapporti di lavoro dipendente che si applicano per il periodo di 4 anni dalla data di costituzione, ovvero per il più limitato periodo di cui si è detto in precedenza, per le società già costituite. In particolare, viene disposto che le start up innovative possono stipulare contratti di lavoro dipendente a tempo determinato per una durata minima di 6 mesi ed una massima di 36 mesi. Entro il predetto limite di durata massima, successivi contratti a tempo determinato possono essere stipulati senza l’osservanza dei termini di legge o anche senza soluzione di continuità.

Start up: agevolazioni fiscali

Si sottolineano da ultimo anche che per le start up innovative viene previsto, dal punto di vista fiscale che:

– per gli anni 2013, 2014 e 2015, dall’Irpef lorda si detrae un importo pari al 19% della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o più start up innovative direttamente ovvero per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio che investano prevalentemente in start up innovative. L’investimento massimo detraibile, non può eccedere, in ciascun periodo d’imposta, l’importo di 500.000 euro e deve essere mantenuto per almeno due anni;

– per i periodi d’imposta 2013, 2014 e 2015, non concorre alla formazione del reddito ai fini Ires il 20% della somma investita nel capitale sociale di una o più start up innovative direttamente ovvero per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio che investano prevalentemente in start up innovative. L’investimento massimo deducibile non può eccedere, in ciascun periodo d’imposta, l’importo di 1.800.000 euro e deve essere mantenuto per almeno due anni.

Buone nuove quindi per chi decidesse di investire su se stesso e avviare una start up innovativa.

 

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Argomenti: Aziende e Società, Agevolazioni start up, Crowfunding