Troppo stanco per lavorare, è la sindrome di primavera: malattia lavoro o ferie?

Arriva la primavera: se sei troppo stanco per lavorare hai diritto ad un giorno di ferie, di permesso o addirittura di malattia? Ecco che cosa sapere.

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lavoro notturno

La mattina fai più fatica ad alzarti e ti senti troppo stanco per andare a lavorare in questi giorni? Sappi che sei in buona compagnia: potrebbe essere l’effetto dell’arrivo della primavera (detto anche sindrome post ora legale). Ne soffrono circa 6 persone su 10: secondo gli esperti il nostro organismo ha bisogno di una ventina di giorni per adattarsi al clima della nuova stagione e del cambio ora (in modo da concedere a melatonina e serotonina il tempo per trovare il giusto equilibrio).

Non siamo come gli animali che, in primavera, escono dal letargo riposati e attivi. Se sei troppo stanco anche la produttività sul lavoro ne risente inevitabilmente.

Sei solo troppo stanco o è depressione?

Prima di capire quali sono i diritti del lavoratore troppo stanco, è bene analizzare i sintomi della sindrome di cui soffre in modo da valutarne anche la gravità.
I sintomi della sindrome di primavera infatti possono essere diversi: dalla stanchezza cronica (67% dei casi) alla perdita di concentrazione (46%), fino a degenerare in uno stato di depressione con attacchi d’ansia (34% delle persone).
Aldilà di questo ultimo caso più grave, la sindrome di primavera non è una malattia quindi non dà diritto all’indennità Inps. Tuttavia se ti senti troppo stanco può essere opportuno, quando possibile, ed è anzi altamente consigliato prendere un giorno di ferie o di permesso per recuperare le giuste energie e concentrazione.

Finta malattia: posso stare a casa se sono stanco?

Sappiamo bene che chi si dichiara malato a lavoro sottosta all’obbligo di reperibilità (controlli che peraltro, con le nuove regole, sono diventati anche più rigidi come abbiamo avuto modo di vedere in diversi articoli sull’argomento).
Bene, si potrebbe pensare “sono troppo stanco per andare a lavoro, poco importa se dovrò rispettare le fasce orarie di reperibilità starò comunque a riposo a casa”. Ma attenzione perché non rischia solo il lavoratore che non risulta reperibile in caso di visita fiscale. Se il medico Inps non riscontra una motivazione valida di salute che giustifichi la malattia, si può comunque rischiare il licenziamento in tronco per finta malattia (così Cassazione, sentenza n.

10154/2017). Attenzione quindi a quello che fate, scrivete sul certificato medico o che dichiarate al momento di comunicare l’assenza a lavoro.

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