Sprechi pubblici: in 3 anni persi 6 miliardi di euro

Abbondano in tutto il Paese i casi di consulenze inutili assegnate solo per sistemare i soliti amici

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Abbondano in tutto il Paese i casi di consulenze inutili assegnate solo per sistemare i soliti amici

Gli sprechi pubblici sono sempre citati come una delle cause che hanno imposto un forte rigore ed un controllo strettissimo dei conti pubblici ed adesso è stato anche quantificato il danno all’erario: in tre anni sono stati sottratti circa 6 miliardi e 250 milioni di euro. Dal 2009 sino al 2011 oltre 14 mila persone sono state denunciate dalla Guardia di Finanza alla Corte dei Conti  per alcuni sono state anche attuati dei provvedimenti che riguardano il codice penale. Nel calderone vi sono dipendenti pubblici che hanno attuato operazioni che sin sono rivelate truffe, o omissioni di atti d’ufficio, ma anche casi di negligenza del proprio operato. Solo nell’ultimo anno le segnalazioni hanno superato quota 4.100 e la perdita delle casse erariali è stata di oltre 1 miliardo ed 800 milioni di euro.

I casi sono i più svariati ed in alcuni casi è davvero difficile scindere la mala gestione dall’intento fraudolento. Si va dai criteri di assegnazione di case popolari, dove molto spesso vengono favoriti parenti e conoscenti, sino alle consulenze pagate a peso d’oro, che molte volte sono ritenute non troppo utili e che potrebbero essere eliminate se si facesse affidamento al personale che già è in forza presso l’ente.

 

SPRECO DENARO PUBBLICO: I CASI PIU’ ECLATANTI 

I casi da citare sono molti e riguardano un pò tutta la penisola. Si va dal negozio assegnato al figlio dell’ente case popolari di Catania, il quale non aveva nessun titolo e non ha mai versato il canone pattuito, all’attività libero professionale muraria fatta dai medici calabresi che avrebbero dovuto farsi autorizzare per l’attività svolta, ma il tutto veniva fatto senza alcun controllo (12 milioni di euro il danno totale stimato per l’erario ). Scovati anche diversi medici che sebbene firmassero il foglio presenze svolgevano altri lavori fuori dall’ente pubblico, come l’attività di medico nei propri studi privati. In questo caso oltre alla segnalazione alla corte dei conti per aver percepito oltre 200 mila euro in nero, è anche scattata la denuncia penale.

Ancora diversi gli ispettori dell’Asl denunciati per truffa e concussione per aver accettato incarichi come consulenti nelle stesse aziende alle quali dovevano essere fatti i controlli. Le consulenze avevano un costo di oltre 500 mila euro oltre a corsi di formazione e docenze pagati a parte.

Non mancano anche i casi come quello di un Comune che ha incaricato diversi esperti per consulenze superiori ai 21 milioni di euro. Tuttavia tali consulenze, secondo i militari, erano da considerarsi superflue e fatte a tavolino solo per intascare finanziamenti pubblici. Un sistema molto in voga per favorire amici e parenti a discapito di professionalità interne già debitamente pagate.

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Argomenti: Normativa e Prassi

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