Split payment: si va verso la proroga al 30 giugno 2023

L’Italia aveva chiesto la proroga al 31 dicembre 2023 per l’applicazione dello split payment, ma il Consiglio Ue sembra intenzionato ad accordarla fino al 30 giugno 2023

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L’Italia aveva chiesto la proroga al 31 dicembre 2023 per l’applicazione dello split payment, ma il Consiglio Ue sembra intenzionato ad accordarla fino al 30 giugno 2023

Il Consiglio UE ha confermato di voler accettare la proposta dell’Italia Decisione COM (2020) 242 final del 22 giugno 2020, di prorogare il meccanismo dello split payment al 2023. In questo modo, l’Italia ha chiesto di intervenire sulla Decisione di esecuzione (UE) 2017/784, la quale autorizza il nostro Paese ad applicare il menzionato fino al 30 giugno 2020, in deroga agli artt. 206 e 226 della Direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’Imposta sul valore aggiunto.

Si tratta di quel meccanismo della scissione dei pagamenti, introdotto dalla legge di Stabilità 2015, con il quale si prevede che per gli acquisti di beni e servizi effettuati da soggetti affidabili (Pubblica amministrazione e Società) l’Iva addebitata in fattura debba essere versata direttamente all’Erario dagli acquirenti e non dal fornitore.

L’OK della Consiglio UE

La suddetta proroga, come si legge nel documento “dovrebbe essere sufficiente per effettuare una valutazione completa dell’efficacia delle misure attuate al fine di ridurre l’evasione fiscale nei settori interessati. Inoltre entro tale data le imprese e l’amministrazione fiscale saranno maggiormente in grado di effettuare i necessari adeguamenti dei loro sistemi”.

In realtà l’Italia aveva chiesto la proroga fino al 31 dicembre 2023, mentre il Consiglio UE pare propenso ad accordarla fino alla fine del mese di giugno dello stesso anno. Nel documento infatti, si legge altresì che “la deroga richiesta dovrebbe essere limitata nel tempo in modo da consentire di valutare se la misura speciale è idonea ed efficace. Sebbene l’Italia abbia chiesto la proroga dell’autorizzazione fino al 31 dicembre 2023, essa non dovrebbe essere prorogata oltre il 30 giugno 2023. Tale periodo dovrebbe essere sufficiente per effettuare una valutazione completa dell’efficacia delle misure attuate al fine di ridurre l’evasione fiscale nei settori interessati”.

Inoltre è anche previsto che “Al fine di garantire il seguito necessario nel quadro della presente deroga e, in particolare, di verificare l’impatto sui rimborsi dell’IVA dei soggetti passivi ai quali si applica la deroga, è opportuno che l’Italia trasmetta alla Commissione, entro 15 mesi dalla data in cui la proroga della misura speciale prende effetto, una relazione riguardante la situazione generale e, in particolare, il tempo medio necessario per il rimborso dell’IVA ai soggetti passivi, e l’efficacia di questa misura speciale e di altre misure attuate per ridurre l’evasione fiscale nei settori interessati. La relazione dovrebbe includere un elenco delle varie misure attuate e della relativa data di entrata in vigore”.

L’intero documento è consultabile al seguente link.

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