Split Payment: Agenzia delle Entrate chiarisce a chi si applica (circolare numero 9/E)

Chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate in merito all'applicazione del meccanismo dello split payment IVA 2018: ecco i due casi illustrati.

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Chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate in merito all'applicazione del meccanismo dello split payment IVA 2018: ecco i due casi illustrati.

Le ultime novità varate in tema di split payment IVA 2018 con la riforma ex DL 148/2017 sono contenute nella circolare dell’Agenzia delle Entrate numero 9/E del 7 maggio 2018. Il documento si concentra in particolare sugli effetti delle nuove norme in merito alla scissione IVA sui pagamenti per le fatture emesse a partire dal 1° gennaio 2018 ricordando che a fine anno scorso il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato sul proprio sito internet l’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), che consente ai fornitori di verificare i riferimenti degli enti pubblici ai quali bisogna emettere fattura con il meccanismo della scissione dei pagamenti.

Split payment 2018, chiarimenti delle Entrate: due casi pratici di applicazione

Nella circolare, in particolare l’Agenzia delle Entrate, fa riferimento a due casi pratici di quote societarie intestate a una fiduciaria e di compensi dovuti ai consulenti tecnici di ufficio (Ctu) operanti su mandato dell’Autorità giudiziaria. Vediamoli nel dettaglio sulla base delle indicazioni contenute nella circolare dell’Agenzia delle Entrate in analisi.

L’Agenzia ha chiarito che nel primo caso il primo elemento da stabilire è se il cliente fiduciante (effettivo titolare delle quote della società) rientri nell’ambito dello split payment, per comprendere se vi rientri di conseguenza anche la società formalmente di proprietà della fiduciaria.
Nel secondo caso, invece, coerentemente con la giurisprudenza in materia, l’Agenzia delle Entrate ha escluso l’applicabilità dello split payment sui compensi e gli onorari liquidati dal giudice a favore del ctu.

Split payment 2018: errori già commessi senza sanzioni?

Ma cosa succede per le operazioni precedenti alla circolare? Il documento contiene rassicurazioni in merito alle sanzioni applicabili. L’Agenzia delle Entrate, infatti, ha chiarito che eventuali comportamenti non conformi adottati dai contribuenti prima della pubblicazione dei chiarimenti forniti con la circolare numero 9/E del 7 maggio 2018, non saranno soggetti a sanzioni, a meno che non sia stato arrecato danno all’Erario con il mancato versamento dell’imposta dovuta.

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