Split payement: ecco chi perde l’Iva nel 2022

Il Mef ha pubblicato gli elenchi 2022 delle società, degli enti e delle fondazioni a cui, per il prossimo anno si applicherà lo split payment

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Il Mef ha pubblicato gli elenchi 2022 delle società, degli enti e delle fondazioni a cui, per il prossimo anno si applicherà lo split payment

Il Mef ha pubblicato gli elenchi 2022 delle società, degli enti e delle fondazioni a cui, per il prossimo anno, in relazione alle operazioni Iva effettuate da privati nei loro confronti, si applicherà il meccanismo dello split payment.

Ecco in chiaro chi è inserito nel nuovo elenco aggiornato.

Lo Split payement

Lo Split payement o scissione dei pagamenti è un meccanismo in base al quale l’Iva a carico del committente Pubblica Amministrazione è versata all’Erario direttamente da quest’ultima.

Ad esempio, se un’impresa privata ha dei rapporti di fornitura con la P.A. che siano beni o servizi, non riceverà il pagamento dell’Iva ma questa sarà versata direttamente dalla P.A. che ha commissionato il lavoro all’impresa.

Il versamento dell’IVA dovuta e’ effettuato dalle pubbliche amministrazioni entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui l’imposta diviene esigibile. Senza possibilita’ di compensazione.

Grazie al D.L. 87/2018, decreto Dignità, i professionisti non sono interessati dal meccanismo dello Split payement.

Lo Split payement: aggiornati gli elenchi 2022

Pochi giorni fa, Il Mef ha pubblicato gli elenchi 2022 delle società, degli enti e delle fondazioni a cui, per il prossimo anno, in relazione alle operazioni Iva effettuate dai privati nei loro confronti , si applicherà il meccanismo dello split payment. Gli elenchi sono aggiornati al 20 ottobre.

Dell’elenco fanno parte le società controllate di fatto dalla presidenza del Consiglio dei ministri e dai ministeri; gli enti e le società sotto il controllo delle Amministrazioni centrali, locali e degli enti nazionali di previdenza e assistenza; gli enti, le società e le fondazioni partecipate per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70%, dalle Amministrazioni pubbliche e, ancora, le società quotate inserite nell’indice Ftse Mib della Borsa italiana.

Sono, invece, escluse dalle liste le Pa, come definite dall’articolo 1, comma 2, legge n. 196/2009, alle quali comunque si applica il meccanismo della scissione dei pagamenti. Queste, infatti, sono individuate nell’elenco Ipa pubblicato sul sito dell’Indice delle Pubbliche amministrazioni.

L’aggiornamento dell’elenco è legato alle previsioni di cui all’art. 5-ter, comma 2, del Dm del 23 gennaio 2015. Decreto che dispone la pubblicazione degli elenchi entro il 20 ottobre di ciascun anno, con effetti sull’anno successivo.

La disciplina dello split payment deve essere applicata:

  • dalla data di effettiva inclusione del soggetto nell’elenco e
  • della pubblicazione dello stesso elenco sul sito del dipartimento delle Finanze.

Negli elenchi, ciascun soggetto è individuato tramite codice fiscale, denominazione e, in dettaglio, per data di inserimento.

I nuovi soggetti inseriti nell’elenco, escluse le società quotate inserite nell’indice Ftse Mib della Borsa italiana, possono segnalare eventuali errori.

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