Spesometro 2015, come funziona la cartella preventiva del Fisco

La strategia di Renzi punta a fondare il dialogo Fisco-contribuente sul ravvedimento operoso di quest'ultimo

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
La strategia di Renzi punta a fondare il dialogo Fisco-contribuente sul ravvedimento operoso di quest'ultimo

Con la Legge di Stabilità torna per il 2015 lo spettro dello spesometro. I controlli saranno più rigidi di quelli attualmente in vigore. La strategia al vaglio è quella di spingere i contribuenti all’autocorrezione di imprecisioni nei versamenti dell’imposta onde evitare pesanti sanzioni. Sulla carta le nuove misure dovrebbero far recuperare al Fisco fino a 15 miliardi. Con i nuovi controlli i tentativi di evasione vengono bloccati sul nascere.

Cartella preventiva, il primo passo del nuovo spesometro

Il meccanismo al vaglio parte dallo studio dei registri Iva delle aziende per accertare le spese. E’ infatti qui che si concentra la più alta percentuale di nero su acquisti e cessioni. Partendo dall’Iva si passa poi ad accertare l’evasione delle altre imposte, vedi IRAP, IRPEF e IRES. Tramite le informazioni fornite dall’anagrafe tributaria il contribuente saprà in anticipo quello che l’Agenzia delle Entrate conosce e quindi viene messo nella condizione di comunicare in modo preventivo i possibili errori del Fisco evitando sorprese al momento del pagamento. Qualora risultassero scostamenti importanti tra il reddito dichiarato e le spese effettuate, il contribuente può quindi agire tramite ravvedimento operoso fino alla fine del procedimento di accertamento.  

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Argomenti: Spesometro