Spese sanitarie: se si paga per un familiare non a carico 

Se il familiare non è a carico, le spese sostenute nel suo interesse non possono essere detratte.

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Se il familiare non è a carico, le spese sostenute nel suo interesse non possono essere detratte.

Le spese sanitarie possono essere scaricate dalla tasse sia se sostenute per il proprio interesse sia per l’interesse  dei familiari a carico.  Le spese sanitarie per patologie che danno diritto all’esenzione dal ticket sanitario possono essere scaricate anche se pagate per un familiare non a carico.

 

In tutti gli altri casi, le spese sanitarie sostenute per i familiari non a carico non possono essere detratte, nè da colui che ha pagato la spesa nè dal beneficiario della prestazione.

La detrazione per le spese sanitarie

Le spese sanitarie sono detraibili al 19% per la parte di spesa che eccede l’importo di 129,11 €.

 

Difatti se sostengono spese totali per € 500, la detrazione del 19% mi spetta su € 370,89.

 

Non è previsto un limite max di spesa detraibile.

 

Le spese in parola sono costituite esclusivamente dalle spese mediche generiche e di assistenza specifica:

 

  • diverse da quelle indicate nell’art. 10, comma 1, lettera b), del medesimo TUIR,
  • dalle spese chirurgiche,
  • per prestazioni specialistiche e per protesi dentarie e sanitarie in genere.

 

Ad ogni modo rientrano tra le spese detraibili, quelle relative a (Fonte guida Agenzia delle entrate, Le agevolazioni fiscali per le spese sanitarie):

 

  • prestazioni rese da un medico generico (incluse quelle di medicina omeopatica);
  • acquisto di medicinali (anche omeopatici) da banco o con ricetta medica;
  • acquisto (fino al 2018) di alimenti a fini medici speciali, conesclusione di quelli destinati ai lattanti;
  • prestazioni specialistiche;
  • analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni, terapie;
  • prestazioni chirurgiche;
  • ricoveri per degenze o collegati a interventi chirurgici;
  • trapianto di organi;
  • cure termali (escluse le spese di viaggio e soggiorno);
  • acquisto o affitto di dispositivi medici e attrezzature sanitarie (comprese leprotesi sanitarie).

Sono detraibili, nella stessa misura del 19%, le seguenti spese di assistenza specifica:

 

  • assistenza infermieristica e riabilitativa (per esempio, fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia, eccetera);
  • prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addettoall’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona;
  • prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo,
  • ecc.

 

Anche l’eventuale ticket può essere detratto.

A chi spetta la detrazione?

Le detrazioni spettano a colui che effettivamente sostiene la spesa. Nei limiti dell’imposta annua dovuta.

Difatti, non è possibile portare all’anno successivo la quota non detratta. Altresì non è possibile richiedere il rimborso.

 

Ad ogni modo è possibile ripartire la detrazione per le spese sanitarie in quattro quote annuali costanti e di pari importo quando:

 

  • il loro ammontare complessivo annuo (righi E1, E2 ed E3 del modello 730 o righi RP1, RP2 ed RP3 del modello Redditi Pf)
  • è superiore a 15.493,71 euro, al lordo della franchigia di 129,11 euro.

 

La scelta tra rateizzazione e detrazione in un’unica soluzione va fatta al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui le spese sono state effettuate. La scelta per la rateazione è irrevocabile.

Detrazione anche per le spese sostenute per i familiari a carico

 

La detrazione delle spese sanitarie è ammessa anche per quelle sostenute nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico.

 

A tal proposito si ricorda che: il familiare è considerato fiscalmente a carico se possiede un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Solo per i figli di età non superiore a 24 anni:

 

  • dal 1° gennaio 2019 il limite
  • è aumentato a 4.000 euro.

Se il familiare non è a carico

Se la spesa è sostenute dal contribuente per un familiare che non è a carico non si ha diritto ad alcuna detrazione.

 

Per la precisione:

 

  • non può fruirne né la persona che ha sostenuto l’onere,
  • né la persona che ha beneficiato della prestazione sanitaria.

 

Eccezione è rappresentata dalle spese sostenute per i familiari non a carico per le spese sanitarie per patologie che danno diritto all’esenzione dal ticket (Fonte guida spese sanitarie, Agenzia delle entrate).

 

Come effettuare il pagamento? 

 

La legge di bilancio 2020, ha previsto l’obbligo di pagare le spese detraibili:

 

  • con versamento bancario o postale ovvero
  • mediante altri sistemi di pagamento “previsti dall’articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241”.

 

Il riferimento è a bancomat , carte di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.

 

Sono ammessi anche “altri  sistema di pagamento” che garantiscono la tracciabilità e l’identificazione del suo autore. Al fine di permettere efficaci controlli da parte dell’Amministrazione Finanziaria ( Risoluzione n°108/2014).

 

Tuttavia, la disposizione in esame non si applicano  alle detrazioni spettanti:

 

  • in relazione alle spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici e
  • per prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

 

Attenzione a non confondere tra strutture autorizzate con le strutture accreditate.

 

Le pezze giustificative della spesa devono essere conservati fino al termine di decadenza del potere di accertamento dell’Agenzia delle entrate. Difatti fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.

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