Spese redditometro: casa, auto, istruzione, animali. Ecco cosa controlla il Fisco

Sulle spese redditometro che rilevano ai fini della ricostruzione sintetica del reddito, fornisce chiarimenti l'agenzia delle entrate

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Sulle spese redditometro che rilevano ai fini della ricostruzione sintetica del reddito, fornisce chiarimenti l'agenzia delle entrate

Spese per la casa, vestiti, istruzioni, mediche i controlli fiscali e il contraddittorio, ecco una mini guida sul nuovo redditometro, lo strumento di accertamento sintetico del reddito.

Spese redditometro: ecco quali sono

Arriva il nuovo  redditometro dopo lo “sblocco” avuto con l’ok favorevole del Garante della privacy al nuovo strumento di accertamento sintetico del reddito che scova gli evasori fiscali sulla base della congruità tra quanto dichiarato e quanto speso. Tante le spese del contribuente e della sua famiglia che sono nel mirino del Fisco e che possono rilevare l’incongruità tra le spese effettuate e il reddito dichiarato dal contribuente. Dalle spese per la casa, per la cura della persona e il tempo libero, alle spese per l’istruzione dei figli, della cura degli animali domestici, l’auto e altri mezzi di trasporto usati, ecco cosa sapere. Tra le varie voci di spesa che vengono prese in considerazione nel nuovo redditometro, troviamo: “Consumi generi alimentari, bevande, abbigliamento e calzature“, “Abitazione”, “Combustibili ed energia”, “Mobili, elettrodomestici e servizi per la casa”, “Sanità”, “Trasporti”, “Comunicazioni”, “Istruzione”, “Tempo libero, cultura e giochi”, “Altri beni e servizi” e “Investimenti”. Tali spese devono essere certe e come tale è bocciato l’utilizzo delle spese medie Istat ( si rinvia a Redditometro 2013 solo per spese certe. Ecco l’analisi del Garante della privacy).

 Spese redditometro casa

Partendo dalla casa, rientrano nelle spese redditometro quelle connesse alla casa, ossia al mantenimento. Si considera che il contribuente dispone di almeno un’abitazione dove risiede, da solo o con la sua famiglia. Ai fini del redditometro, occorre pertanto individuare, nelle banche dati disponibili, l’abitazione nel comune di residenza.

Tale abitazione può essere posseduta:

– in proprietà, o altro diritto reale (ad es. usufrutto);

– in locazione (in qualità di locatario) o leasing immobiliare;

– in uso gratuito.

Si rinvia per maggiori dettagli a Spese redditometro: dalla casa ai vestiti, cosa verrà controllato e cosa no

Fitto figurativo

Qualora non sia possibile individuare, in sede di selezione nel comune di residenza, nessuna delle tre tipologie di possesso sopra indicate, nemmeno per gli altri componenti del nucleo familiare, al contribuente viene attribuita la spesa per il c.d. “fitto figurativo”. Il “fitto figurativo  viene determinato moltiplicando il valore del canone di locazione mensile al mq, individuato sulla base dei dati dell’OMI relativamente alla categoria catastale A/2 del comune di residenza del contribuente, x 75mq (consistenza media delle abitazioni), x numero dei mesi di possesso (che, in assenza di altre informazioni, si presume pari a 12). Nel suo parere il Garante per la protezione dei dati personali chiarisce in relazione al cosiddetto fitto figurativo,  che questo non potrà mai essere utilizzato per selezionare quei contribuenti da sottoporre ad accertamento sintetico, ma potrà essere utilizzato solo a seguito del contraddittorio e dopo aver verificato correttamente la composizione del nucleo familiare. Nella circolare n. 6/E del 2014 le Entrate chiariscono che l’ammontare del “fitto figurativo” comprende tutte le altre tipologie di spese connesse al mantenimento dell’abitazione e se in fase di contraddittorio emerge che il contribuente dispone di un altro immobile,  non si deve considerare la spesa per “fitto figurativo”, bensì determinare correttamente le “spese per elementi certi” (spese di manutenzione ordinaria, per acqua e condominio) connesse alle caratteristiche dell’immobile a disposizione dello stesso contribuente. Se poi il  contribuente non chiarisca la propria posizione o non  risponde all’invito di comparire in sede di contraddittorio, il “fitto figurativo” concorre alla determinazione del maggior reddito accertabile, come confermato dal Garante.

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Spese redditometro: istruzione

Tra le altre spese che rilevano nel redditometro e nel redditest troviamo anche quelle per libri scolastici, tasse scolastiche, rette e simili per asili nido, scuola per l’infanzia, scuola primaria, scuola secondaria, corsi di lingue straniere, corsi universitari, tutoraggio, corsi di preparazione agli esami, scuole di specializzazione, master.

Si rinvia a Redditometro, dall’istruzione al tempo libero ecco le spese controllate dal Fisco

Spese redditometro per tempo libero, cultura e giochi

 Per ciò che riguarda invece le spese per tempo libero, cultura e giochi, queste vengono attribuite sulla base di informazioni puntuali, relative ad importi oggettivamente riscontrabili. Nella voce “Attività sportive, circoli culturali, circoli ricreativi, abbonamenti eventi sportivi e culturali” sono incluse le spese relative all’iscrizione a centri sportivi o culturali e circoli, nonché quelle connesse agli abbonamenti stagionali a stabilimenti balneari disponibili o presenti in Anagrafe Tributaria. In questa sezione sono ricomprese anche le spese relative ai cavalli e agli animali domestici in genere. ( Si rinvia al nostro articolo Animali domestici e Redditometro 2013. Spese veterinarie come indice di ricchezza, miopia che porta abbandoni e nero).

Spese redditometro auto e moto

Occhio anche  alle spese per i trasporti del contribuente, in particolare le spese per il mantenimento dei mezzi di trasporto, in primis dell’auto ( sul redditometro auto si rinvia al nostro articolo Redditometro auto, occhio alle spese di manutenzione). Ai fini del redditometro occorre individuare tutti i mezzi di trasporto di cui il contribuente risulta aver avuto la disponibilità nel corso dell’anno, sia che li abbia detenuti in proprietà, sia in forza di un contratto di leasing o di noleggio. Si rinvia a Redditometro auto, moto e navi, quali spese controlla il Fisco.

Spese redditometro: quali sono davvero utilizzate?

Questo l’elenco completo delle spese redditometro. Ma davvero sono considerate tutte dal Fisco? A rispondere a questo dubbio è intervenuta l’agenzia delle entrate con la circolare n. 6/E dell’11 marzo 2014, che accogliendo il parere del Garante della privacy ha confermato l’inutilizzabilità delle spese medie ISTAT per ricostruire le voci di spesa non ancorate all’esistenza di beni o servizi. In sostanza le spese medie ISTAT sono utilizzabili per il calcolo delle spese, ai fini del redditometro, solo se connesse ad elementi certi, quali il possesso e le caratteristiche di immobili e di mobili registrati., ossia per le spese per la manutenzione ordinaria degli immobili e per acqua e condominio (parametrate ai metri quadrati effettivi delle abitazioni) e le spese relative all’utilizzo degli autoveicoli (compresi moto, caravan, ecc…, parametrate ai KW effettivi). Le spese per beni e servizi di uso corrente, il cui contenuto induttivo è determinato con esclusivo riferimento alla media ISTAT della tipologia di nucleo familiare ed area geografica di appartenenza, queste non concorreranno né alla selezione dei contribuenti,  né formeranno oggetto del contraddittorio. Tali spese sono quelle alimentari e bevande,abbigliamento e calzature, riscaldamento centralizzato, medicinali e visite mediche, tram, autobus, taxi ed altri trasporti, acquisto per apparecchi per telefonia, spese per telefono, libri scolastici, tasse scolastiche, rette e simili, giochi, giocattoli, radiotelevisione, hi fi, computer etc, animali domestici, barbiere, parrucchiere ed istituti di bellezza, prodotti per la cura della persona, argenteria, gioielleria, bigiotteria e orologi, borse, valige, ed altri effetti personali, onorari di liberi professionisti, alberghi pensioni e viaggi organizzati, pasti e consumazioni fuori casa.  

Redditometro: il contraddittorio

 Particolare attenzione viene data anche al contraddittorio, per cui secondo il Garante della privacy nell’invito emesso dagli uffici delle Entrate, qualora rilevi un’incongruità del 20% tra spese e redditi di un certo contribuente, dovrà essere specificata chiaramente al contribuente  la natura obbligatoria o facoltativa degli ulteriori dati richiesti dall’Agenzia (es. estratto conto) e le conseguenze di un eventuale rifiuto anche parziale a rispondere. Dati presunti di spesa, non ancorati ad alcun elemento certo e quantificabili esclusivamente sulla base delle spese Istat, non potranno costituire oggetto del contraddittorio.

Contraddittorio redditometro: come si svolge

Per ciò che riguarda lo svolgimento del contraddittorio, si precisa che questo deve avere ad oggetto:

  • le “spese certe”, per le quali il contribuente può dimostrare con prove certe e dirette basate su idonea documentazione l’errata imputazione della spesa o l’inesattezza delle informazioni in possesso dell’Amministrazione;
  • la concreta disponibilità di un bene di cui l’Amministrazione possiede tutte le informazioni relative alle specifiche caratteristiche tecniche (ampiezza, categoria catastale, potenza, dimensioni, etc…), a cui sono direttamente riconducibili le spese di mantenimento (“spese per elementi certi”). Per questa tipologia di spesa il contribuente, oltre a dimostrare l’eventuale inesattezza delle informazioni contenute nell’invito, potrà dare evidenza di fatti, situazioni e circostanze, supportate anche indirettamente da documentazione, da cui si possa riscontrare l’inesattezza relativa alla ricostruzione della spesa, o la diversa imputazione della stessa ;

Come difendersi?

Il contribuente può  fornire la prova che le spese sostenute nel periodo d’imposta sono state finanziate con  redditi diversi da quelli posseduti nello stesso periodo d’imposta, redditi esenti, redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta. Per maggiori dettagli si ved ail nostro articolo  Redditometro, ecco chi è soggetto ai controlli e come può difendersi

 

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Argomenti: Redditometro