Spese detraibili del 19%, attenzione a pagare tramite app per smartphone. I chiarimenti dell’ADE

Le applicazioni (app) di pagamento via smartphone non sempre danno il diritto alla detrazione del 19% delle spese indicate dall’articolo 15 del TUIR. Ecco quello che devi sapere.

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Le applicazioni (app) di pagamento via smartphone non sempre danno il diritto alla detrazione del 19% delle spese indicate dall’articolo 15 del TUIR. Ecco quello che devi sapere.

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello n. 230 del 29 luglio 2020, fornisce utili chiarimenti relativi agli oneri che danno diritto alla detrazione dall’imposta lorda, nella misura pari al 19 per cento, indicati nell’articolo 15 del TUIR e in altre disposizioni normative.

In particolare, l’istante chiede di sapere se mezzi di pagamento alternativi, quali ad esempio le applicazioni (“app”) di pagamento via smartphone danno diritto alla detrazione delle spese citata.

Spese detraibili al 19% solo tramite mezzi di pagamento tracciabili

A decorrere dal 1° gennaio 2020, ai sensi dell’articolo 1, comma 679, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, Ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, la detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19 per cento degli oneri indicati nell’articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi, spetta a condizione che l’onere sia sostenuto con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento previsti dall’articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

I sistemi di pagamento previsti dall’articolo 23 del d.lgs. n. 241 del 1997 sono, sostanzialmente, carte di debito, carte di credito e prepagate, assegni bancari e circolari ovvero “altri sistemi di pagamento tracciabili”.

Con l’indicazione “altri sistemi pagamento tracciabili” devono intendersi quelli che “garantiscano la tracciabilità e l’identificazione del suo autore al fine di permettere efficaci controlli da parte dell’Amministrazione Finanziaria”.

Pagamento via smartphone

Secondo quanto espresso dall’agenzia delle entrate, per mezzo della risposta all’interpello sopra citato, se il servizio di pagamento viene emesso da un istituto di moneta elettronica riconosciuto, tramite una applicazione (app) via smartphone, può rientrare nella fattispecie di “altri sistemi pagamento tracciabili”, dando così diritto  di fruire della detrazione dall’imposta lorda nella misura pari al 19 per cento, solamente se permette l’inserimento di codice IBAN e numero di cellulare del soggetto.

Ogni account deve essere legato ad uno specifico utente e ad uno specifico dispositivo mobile. Tale rapporto è univoco, così da garantire che il pagamento sia effettuato esattamente dal titolare del conto corrente.

Inoltre, dalle rilevazioni contabili del conto corrente della banca, a cui l’Istituto di moneta elettronica è collegato, o dalle transazioni della app stessa deve essere garantita la tracciabilità e l’identificazione dell’autore del pagamento al fine di permettere efficaci controlli da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

Ad ogni modo, consigliamo sempre di consultare il sito internet o richiedere maggiori informazioni all’istituto stesso al fine di evitare spiacevoli sorprese.

 

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