Credito d’imposta sanificazione luoghi di lavoro: spetta anche per spese di consulenza e progettazione?

Poiché non sono riconducibili ad attività di sanificazione, non danno diritto al bonus sanificazione le spese sostenute per la consulenza in materia di prevenzione e salute sui luoghi di lavoro

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Poiché non sono riconducibili ad attività di sanificazione, non danno diritto al bonus sanificazione le spese sostenute per la consulenza in materia di prevenzione e salute sui luoghi di lavoro

Non rientrano tra le spese che danno diritto al credito d’imposta sanificazione ambienti di lavoro ed acquisto dispositivi di protezione quelle sostenute per la consulenza in materia di prevenzione e salute sui luoghi di lavoro, per la progettazione degli ambienti di lavoro, l’addestramento e la stesura di protocolli di sicurezza.

È il contenuto della Risposta n. 363/E del 16/09/2020 fornita dall’Agenzia delle Entrate ad una società che aveva presentato apposita istanza di interpello in cui chiedeva di risolvere il dubbio.

Credito d’imposta sanificazione: un riepilogo del beneficio

L’Amministrazione finanziaria ripercorre un po’ l’iter istitutivo del beneficio fiscale in esame, ricordando che si tratta di quello previsto dall’art. 125 del decreto Rilancio ed il quale si concretizza in un credito d’imposta pari al 60% delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.

Ne possono essere beneficiari i soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni, enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Sono previste tre distinte modalità di utilizzo, ossia:

  • in compensazione, nel modello F24;
  • nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa;
  • o, in alternativa, entro il 31 dicembre 2021, può essere ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, ivi compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.

Le modalità attuative del beneficio sono state definite con il Provvedimento Prot. n. 259854 del 10 luglio 2020 ed i chiarimenti dati con la Circolare del 10 luglio 2020, n. 20/E.

Quali spese danno diritto al credito d’imposta sanificazione ed acquisto DPI?

La menzionata Circolare n. 20/E del 2020, fornisce un elenco esemplificativo, anche se non esaustivo, di quali siano le spese che danno diritto a godere del credito d’imposta sanificazione in commento. Nel dettaglio, nel menzionato documento di prassi è stato specificato che a tal fine è necessario che le spese siano, in ogni caso, riferibili:

  • alle attività di sanificazione dell’ambiente (ad esempio, sala d’attesa, sala riunioni, sala di rappresentanza; ecc.) e strumenti di lavoro;
  • all’attività di acquisto di dispositivi di protezione individuale (e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti).

L’Amministrazione finanziaria, dunque, alla luce di quanto esposto, evidenzia che non possono rientrare tra gli oneri che danno diritto all’agevolazione quelli relativi alla consulenza in materia di prevenzione e salute sui luoghi di lavoro, per la progettazione degli ambienti di lavoro, l’addestramento e la stesura di protocolli di sicurezza, poiché non riconducibili a nessuna delle due citate categorie.

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