Spending review: la razionalizzazione della spesa pubblica è impossibile

La strada per la razionalizzazione della spesa pubblica è tutta in salita. Sullo sfondo resta l'incubo di un nuovo aumento delle tasse

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
La strada per la razionalizzazione della spesa pubblica è tutta in salita. Sullo sfondo resta l'incubo di un nuovo aumento delle tasse

A breve termine dovrebbe terminare la ricognizione della spesa pubblica avviata dal Ministro per i rapporti con il parlamento Piero Giarda. L’obiettivo dello spending review è quello di garantire circa 4 miliardi di euro di introiti in più ed per farlo occorrerà superare le criticità emerse nell’individuare quali siano le spese da tagliare. Il recupero attuato attraverso la revisione delle spese dovrebbe servire per poter scongiurare ulteriori aumenti già messi in cantiere dal Governo, come ad esempio l’aumento dell’iva dall’aliquota del 21 al 23 per cento preventivata a partire dal 1à ottobre 2012.

La decisione finale spetterà in ogni caso al presidente del Consiglio Mario Monti, ma dai “rumors” dell’ultima ora la strada appare decisamente in salita. Occorre riconoscere che il momento di disciplinare la spesa statale rimane abbastanza arduo, visto che occorre esaminare capitoli di spesa che, in base alle ultime rilevazioni, assorbono circa il 45 per cento del bilancio statale ( per un controvalore di 720,5 miliardi di euro). La priorità allo stato attuale rimane sicuramente quella di evitare ulteriori manovre finanziarie al fine di centrare l’obiettivo di pareggio di bilancio previsto per il 2013. Conti alla mano si tratta di minori spese per lo Stato di 15,8 miliardi di euro per l’anno 2012, di 13,6 miliardi di euro nel 2013 e di 11,1 miliardi di euro nel 2014. Alla fine, considerate le uscite attuali del bilancio statale, occorrerà effettuare dei tagli in modo tale da portare, a fine 2013, ad un valore di 339,5 miliardi di euro le uscite statali. Alla fine dei conti in un biennio occorrerà recuperare circa 13 miliardi di euro, e le recenti manovre prevedono il recupero di tale somma attraverso tagli lineari alla spesa pubblica.

 

La spesa sanitaria è destinata a crescere sempre di più

Tuttavia la razionalizzazione delle spese si sta rivelando più difficoltosa del previsto, ed il capitolo in merito alle uscite per la sanità pubblica delle regioni ne è un esempio lampante. Stando alle tabelle del Def infatti la spesa in materia sanitaria dovrebbe attestarsi intono i 113 miliardi di euro negli anni 2012 e 2013 e crescere poi di circa un miliardo nel 2014. Tal ipotesi appare davvero troppo ottimistica per tutti gli addetti ai lavori. Ulteriore obiettivo è poi quello di razionalizzare a regime la spesa pubblica attraverso l’impiego dello spending review. I risparmi strutturali di tale tipo di azione potrebbero consentire di ridurre le uscite per un valore di 5 miliardi di euro. Tuttavia per ora il lavoro è ancora allo stato embrionale anche se il ministro Giarda ha già dichiarato di voler presentare a fine mese un report sul lavoro attuato.

 

La delega fiscale: si attendono i decreti attuativi

Tutto questo naturalmente alla luce del testo sulla delega fiscale messo a punto dall’esecutivo, che sebbene non consentirà tagli alle uscite pubbliche probabilmente porterà ad una diminuzione degli adempimenti tributari. Tuttavia per poter emanare con una certa celerità i decreti attuativi della delega fiscale (entro fine settembre) occorrerà che la delega passi l’esame del parlamento entro la fine dell’estate. Un calendario lavorativo molto serrato anche in virtù della presumibile fine di legislatura dell’attuale esecutivo.  Tuttavia occorrerà verificare quale sarà la portata degli emendamenti ed anche quale sarà l’appeal di un decreto svuotato del punto che prevedeva un fondo taglia tassa da finanziare con i proventi della lotta all’evasione. Il testo prevede quattro linee di intervento principali, ossia rilancio dell’economia, creazione di un rapporto più trasparente tra fisco e contribuente, semplificazione ed equità del sistema fiscale, lotta al sommerso ed all’evasione fiscale. 

Capitolo molto importante è quello relativo alla semplificazione degli adempimenti da attuare da parte del contribuente. In particolare tale tema era stato già ripreso dal recente decreto sviluppo ( Dl 70 del 2011) e dal decreto fiscale di Marzo ( Dl 16 del 2012), in modo tale da tentare di ridurre la notevole mole di adempimenti che il contribuente deve attuare. Infatti le numerose informazioni richieste ( rapporti con paesi black list, spesometro, ecc.) sebbene siano di notevole aiuto alla lotta all’evasione comportano perdite di denaro e di tempo per il contribuente. Per raggiungere lo scopo si modificheranno anche le norme in materia di sanzioni e sistemi deflattivi.

Si prevede infatti di delimitare con più accuratezza la norma che prevede il raddoppio dei termini di accertamento  in presenza di segnalazione di reato, si punterà a ridurre al litigiosità con un uso più esteso della mediazione ed a inserire nuove norme in grado di aumentare l’equità e la distribuzione della pressione fiscale tra i contribuenti.

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Argomenti: Tasse e Tributi