Spendere la pensione di cittadinanza: valgono gli stessi limiti previsti per il reddito?

Come spendere la pensione di cittadinanza: valgono gli stessi limiti previsti per reddito di cittadinanza anche per chi non lavora più?

di , pubblicato il
Come spendere la pensione di cittadinanza: valgono gli stessi limiti previsti per reddito di cittadinanza anche per chi non lavora più?

Per i percettori della pensione di cittadinanza valgono gli stessi limiti negli acquisti e nelle possibilità di spesa che sono stati fissati per chi beneficia del sussidio ed è in età da lavoro?

Limiti acquisti e spesa: differenza tra pensione e reddito di cittadinanza

Più volte abbiamo cercato di fare chiarezza sugli acquisti ammessi (e le spese vietate) per chi usufruisce del reddito di cittadinanza. Viene da chiedersi se le stesse regole valgono anche per i pensionati che hanno diritto a tale strumento di welfare come integrazione alla soglia minima di povertà (fissata a 780 euro mensili).

Più precisamente, per il calcolo di quanto spetta a titolo di pensione di cittadinanza, si tiene conto di due quote:

  • la prima integra il reddito familiare per un massimo di 7.560 euro l’anno per quanto concerne la pensione di cittadinanza per un solo componente del nucleo;
  • la seconda è costituita da un bonus extra per chi vive in affitto o di chi paga un mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale.

L’uso della card prepagata, come per il reddito di cittadinanza, è rivolto in tre direzioni:

  • acquisto di beni di prima necessità;
  • prelievo di contanti entro un limite massimo di 100 euro al mese per ogni componente del nucleo familiare;
  • esecuzione di un bonifico mensile per il pagamento dell’affitto o della rata del mutuo.

Con la carta della PdC, riepilogando, si possono acquistare:

  • generi alimentari e vino (ma non super alcolici);
  • farmaci;
  • capi di abbigliamento;
  • libri;
  • mobili;
  • alcuni elettrodomestici di prima necessità (non dispositivi tecnologici come smartphone).

Sono esclusi acquisti all’estero o online.

Il concetto di base, quindi, come per il reddito di cittadinanza, è che le spese fatte con la pensione di cittadinanza devono essere legate a voci di prima necessità e non sfizi o “lussi”.

Divieti espliciti sono previsti per:

  • prodotti assicurativi, finanziari o creditizi;
  • acquisto, noleggio o leasing di navi o imbarcazioni da diporto;
  • armi;
  • giochi d’azzardo o che prevedono premi in denaro o in altre utilità;
  • materiale pornografico e beni e servizi per adulti (insomma, niente card al sexy shop);
  • servizi di trasferimento di denaro;
  • gioielli o pellicce;
  • servizi di abbonamento a pay-tv;
  • oggetti d’arte o di antiquariato;
  • club privati.

Tutto quello che viene accreditato sulla card deve essere speso entro il mese corrente (proprio perché l’idea è quella di coprire il fabbisogno immediato). Quello che non viene speso (ad accezione di eventuali arretrati) viene decurtato dalla tessera nel limite del 20% di quanto erogato dalla mensilità successiva.

Potrebbe interessarti anche leggere: Sono casalinga: ho diritto alla pensione di cittadinanza?
Argomenti: ,