Sostegni: Reddito di Cittadinanza potenziato, non si perde più il beneficio in caso di un nuovo lavoro a termine

La stipula di un contratto di lavoro subordinato a termine comporta la sospensione (e non più l’estinzione) del Reddito di Cittadinanza, ma non in tutti i casi.

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La stipula di un contratto di lavoro subordinato a termine comporta la sospensione (e non più l’estinzione) del Reddito di Cittadinanza, ma non in tutti i casi.

Il Consiglio dei Ministri ha da poco approvato il tanto atteso decreto Sostegni che introduce misure urgenti in materia di aiuti alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19.
Tra le misure adottate per il “lavoro e contrasto alla povertà”, il decreto Sostegni prevede anche importanti novità relative all’istituto del reddito di cittadinanza. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Decreto Sostegni, 1 miliardo di euro in più per il Reddito di Cittadinanza

Il decreto sostegni, approdato in gazzetta ufficiale soltanto oggi, 23 marzo 2021, prevede anche importanti novità in merito all’istituto del reddito di cittadinanza.
In particolare, l’articolo 11, comma 1, del decreto legge del 22 marzo 2021, n. 41 (decreto sostegni), rifinanzia nella misura di 1 miliardo di euro il fondo per il Reddito di Cittadinanza. Ma non è tutto.

Reddito di Cittadinanza: Sospensione (non estinzione) in caso di contratti di lavoro a termine

Per l’anno 2021 – secondo quanto previsto all’articolo 11, comma 2, del decreto sostegni – qualora la stipula di uno o più contratti di lavoro subordinato a termine comporti un aumento del valore del reddito familiare fino al limite massimo di 10 mila euro annui, il reddito di cittadinanza viene sospeso per tutta la durata dell’attività lavorativa che ha prodotto l’aumento del valore del reddito familiare fino a un massimo di sei mesi. A tale scopo, l’autorizzazione di spesa viene incrementata di ulteriori 10 milioni di euro per l’anno 2021.
Questa sospensione può essere vista come un incentivo ad accettare un nuovo lavoro, anche se non dei più sicuri.
In questo caso, infatti, se l’attività lavorativa dovesse cessare improvvisamente, l’assegno tornerebbe a essere erogato automaticamente (senza presentare alcuna nuova domanda) dal mese successivo a tale interruzione.

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