D.L. Ristori e pignoramenti immobiliari: abitazione principale in salvo

Fino al 31 dicembre 2020 è disposta la sospensione delle procedure esecutive di pignoramento immobiliare aventi ad oggetto l'abitazione principale. 

di , pubblicato il
Fino al 31 dicembre 2020 è disposta la sospensione delle procedure esecutive di pignoramento immobiliare aventi ad oggetto l'abitazione principale. 

Il D.L. Ristori di recente convertito in legge proroga al 31 dicembre 2020 la sospensione delle procedure esecutive di pignoramento immobiliare aventi ad oggetto l’abitazione principale.

 

Inoltre è disposta l’inefficacia di ogni procedura esecutiva dello stesso tipo effettuata dal 25 ottobre fino al 25 dicembre, data di entrata in vigore della Legge di conversione del D.L. Ristori.

 

Ecco in chiaro tutte le novità contenute nel D.L. Ristori in materia di pignoramenti immobiliari.

La sospensione delle procedure di pignoramenti immobiliarie: il decreto Cura Italia

In considerazione dell’emergenza economico-sanitaria da covi-19 il D.L. 18/2020, decreto Cura Italia ha disposto, fino al 30 ottobre 2020,  la sospensione a livello nazionale di ogni procedura esecutiva per il pignoramento immobiliare che abbia ad oggetto l’abitazione principale del debitore.

 

Per abitazione principale si intende quella nella quale la persona fisica, che la possiede a titolo di proprietà o altro diritto reale, o i suoi familiari dimorano abitualmente (art. 10, comma 3-bis del D.P.R. n. 917 del 1986, TUIR).

 

Concetto da non confondere con quello di 1° casa.

Il pignoramento immobiliare

La disciplina del pignoramento immobiliare è contenuta negli artt. 555-559 del codice di procedura civile, nonché negli artt. 2914, n. 1, 2915, 2916, 2923 del codice civile.

 

Il pignoramento immobiliare si compie con il realizzarsi delle seguenti attività (Fonte dossier ufficiale D.L.137/2020):

  1. iniziativa del creditore procedente, che si concreta in un atto scritto (c.d.libello) contenente la descrizione dei beni e dei diritti immobiliari individuati che si intendono sottoporre ad esecuzione;
  2. sottoscrizione dell’atto
  3.  ingiunzione ex art. 492 da parte dell’ufficiale giudiziario;
  4. notificazione al debitore;
  5. trascrizione nei pubblici registri immobiliari;
  6. deposito nella cancelleria del tribunale competente (art.
    557), onde consentirela formazione del fascicolo dell’esecuzione.

L’intervento del D.L. Ristori: sospensione pignoramenti immobiliari fino al 31 dicembre 202

L’articolo 4 del D.L. 137/2020, proroga al 31 dicembre 2020 la sospensione delle procedure esecutive per il pignoramento immobiliare che abbia ad oggetto l’abitazione principale del debitore. Sospensione in precedenza operativa fino al 30 ottobre come da previsione del decreto Cura Italia.

 

Difatti la sospensione viene prorogata dal 30 ottobre 2020 al 31 dicembre dello stesso anno.

 

Il decreto interviene sull’art.54-ter del Cura Italia.

 

Inoltre, è disposta l’inefficacia di ogni procedura esecutiva dello stesso tipo effettuata dal 25 ottobre fino al 25 dicembre, data di entrata in vigore della Legge di conversione del D.L. Ristori (Legge n°176/2020).

Ulteriori misure in tema di pignoramento immobiliare

Sempre in materia di pignoramento immobiliare è da ricordare la misura di favore contenuta nell’ articolo 41-bis D.L. 124/2019.

 

Il decreto citato ammette, seppure in via temporanea una particolare forma di rinegoziazione del mutuo in favore del consumatore che non ha potuto pagare le rate e di conseguenza l’immobile è stato oggetto di pignoramento immobiliare.

 

In tali casi è ammesso che il consumatore può proporre, fino al 31.12.2021, un’istanza di rinegoziazione del mutuo laddove sua abitazione principale sia stata pignorata tra  tra il 1° gennaio 2010 e il 30 giugno 2019.

 

Per avvalersi di tale agevolazione, è necessario rispettare congiuntamente le seguenti condizioni:

 

  • che non vi siano altri creditori intervenuti nella procedura di pignoramento oltre al creditore procedente.
  • il debitore deve aver rimborsato almeno il 10% del capitale del credito ipotecario originariamente finanziato alla data della presentazione dell’istanza di rinegoziazione
  •  il debito complessivo non deve essere superiore a euro 250.000.

 

Il consumatore può richiedere quindi una rinegoziazione del mutuo in essere ovvero anche un finanziamento con assistenza della garanzia del Fondo di garanzia prima casa. La garanzia potrà operare nella misura del 50% dell’importo oggetto di rinegoziazione ovvero della quota capitale del nuovo finanziamento.

Argomenti: ,