Società di comodo e intestazione fittizia di beni: chiarimenti Agenzia delle Entrate

Il regime applicato alla società di comodo riguarderà anche le società in perdita sistematica da 3 anni

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Il regime applicato alla società di comodo riguarderà anche le società in perdita sistematica da 3 anni

Il contrasto alle società di comodo ed agli abusi fatti in materia di uso di beni parte dalla comunicazione da effettuare all’agenzia delle entrate in merito alle misure di contrasto all’intestazione fittizia di beni. Il provvedimento emanato dal direttore dell’agenzia delle entrate in data  16 novembre ha chiarito diversi dubbi in merito mostrando anche quale modello occorre compilare per effettuare la comunicazione.

 

COMUNICAZIONE BENI IN USO A SOCI E FAMILIARI

Per quanto riguarda i beni da indicare all’interno del modello, visto che non vi è un esplicito richiamo al tema, occorre inserire quelli concessi ai soci o ai familiari. Il provvedimento amplia i beni che dovranno essere oggetto della comunicazione visto che indica tra il novero dei beni anche:

  • I beni che sono stati utilizzati nell’anno 2011;
  • I beni utilizzati dai familiari dei soci o da soci di altre aziende collegate;
  • Occorre che vi sia anche una specifica indicazione dei versamenti e dei finanziamenti fatti dai soci alle società;
  • La comunicazione deve essere fatta anche in merito ai beni il cui possesso è cessato nello stesso periodo oggetto di riferimento.

In sostanza i beni utilizzati in un determinato periodo d’imposta devono essere comunicati entro il 31 marzo dell’anno successivo. La prima applicazione della norma si avrà al 3 marzo 2012, anche se la data cade di sabato e quindi la cadenza è prorogata alla data del 2 aprile 2012. Infatti l’articolo 1.3 della norma prevede che la comunicazione riguardi anche i beni posseduti nel periodo d’imposta in corso alla data del 17 settembre 2011. La possibilità di fruire di un anno in più permetterà all’amministrazione finanziaria di effettuare controlli più accurati alle persone fisiche oltre che di oliare bene il sistema effettuando le dovute implementazioni in termini di software.

 

Inoltre il provvedimento emanata dall’agenzia delle entrate  riporta anche come occorre comportarsi in casi diversi da quello classico in cui il bene sia di proprietà di un socio o di un familiare. Si tratta di:

  • Persone fisiche che direttamente o indirettamente posseggono partecipazioni  dell’impresa concedente;
  • Di familiari dei soci;
  • Soci o familiari di altre società appartenenti al gruppo.

In tutti questi casi la comunicazione è obbligatoria e scatta anche il controllo in merito all’imputazione di un reddito diverso in capo ai soggetti utilizzatori oltre che il disconoscimento delle spese per l’acquisto del bene.

 

SOCIETA’ DI COMODO: AUMENTO ALIQUOTA IRES PER CONTRASTARE FENOMENO

Per quanto riguarda invece le novità normative in materia di società di comodo introdotte dalla manovra di ferragosto  lo scopo principale è quello di rendere la disciplina tributaria delle società di comodo più penalizzante e di ampliare i soggetti coinvolti. Il primo punto è soddisfatto dall’aumento dell’aliquota Ires che viene incrementata di 10,5 punti percentuali portando l’aliquota dell’imposta da pagare al 38 per cento. Il secondo requisito viene invece realizzato in quanto il regime delle società di comodo verrà applicato anche alle società che sono in perdita sistematica da più di tre anni. Tutte e due le disposizioni saranno applicate a partire dal periodo di imposta successivo a quello di entrata in vigore del decreto ( e quindi a partire dall’esercizio 2012 per le imprese che hanno periodo di imposta coincidente con l’anno solare). Al fine di stabilire quali aziende ricadano all’interno della disciplina penalizzante prevista dalla nuova normativa occorre effettuare un test di operatività. Il test, previsto dell’art. 30 della legge  724 del 1994, prevede di verificare dapprima se i componenti positivi effettivi sono superiori ai ricavi presunti, determinando applicando particolari indici ad alcune attività patrimoniali. Se il test viene superato la società è considerata operativa, mentre se il test non viene superato si avranno i seguenti effetti:

  • Presunzione di un reddito minimo ai fini delle imposte dirette;
  • Presunzione di un valore della produzione minimo ai fini Irap;
  • Limiti all’utilizzo dei crediti iva.

Come detto in precedenza la disciplina delle società di comodo viene estesa anche a due diversi tipi di soggetti, che sebbene superino il test di operatività potrebbero avere comunque gli stessi effetti negativi previsti per le società di comodo.  Tali soggetti sono le società che presentano per tre anni consecutivi i bilanci in perdita o società che nei tre anni precedenti hanno presentato bilanci in perdita per due anni consecutivo e nel terzo anno un reddito inferiore a quello minimo previsto per le società non operative.

La norma penalizzante per le società di comodo tuttavia viene espressamente previsto che non debba applicarsi ai soggetti che non vengono richiamati dalla legge come ad esempio società semplici non assoggettate al regime del reddito d’impresa, cooperative e società di mutua assicurazione, società consortili e società prive di stabile organizzazione in Italia. Inoltre la norma non può essere applicata ai soggetti che non possono determinare i ricavi o che abbiano già presentato un’istanza di interpello disapplicativo accolta con favore dall’agenzia delle entrate.

 

SUL CONTRASTO ALLE SOCIETA’ DI COMODO SI LEGGA ANCHE:

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Argomenti: Tasse e Tributi, Aziende e Società