Società di comodo e in perdita sistemica: evitare il pasticcio-equiparazione

Si attendono le cause di esclusione che permetteranno alle società in perdita sistemica di non essere automaticamente equiparate alla società di comodo

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Si attendono le cause di esclusione che permetteranno alle società in perdita sistemica di non essere automaticamente equiparate alla società di comodo

Come risaputo la manovra di ferragosto del 2011 ha introdotto una stretta per le società in perdita per almeno tre anni consecutivi (equiparate alle società di comodo). Tuttavia entro la fine di maggio l’agenzia dovrebbe diramare le ipotesi per cui (cause di esclusione) le società che si trovano in tale situazione possono comunque non essere equiparate a società di comodo.

In questo modo le aziende che non rientrano nella definizione di “società di comodo” potranno evitare di dover subire le penalizzazioni introdotte dal decreto legge 138 2011. Parliamo di una maggiorazione Ires del 10,5 per cento, che riguarda sia le società che per tre anni consecutivi si dichiarano una perdita fiscale sia le società che dichiarano due volte una perdita ed una volta un reddito inferiore al minimo degli enti non operativi. Entrambe le disposizioni verranno applicate a partire dall’esercizio 2012, ma in ogni caso occorrerà rideterminare l’acconto storico di tale anno come se la norma fosse entrata in vigore dall’anno precedente.

La nuova norma prevede comunque che continuino ad essere applicate le cause di esclusione e di disapplicazione del regime previste dal test dei ricavi per le società non operative. Inoltre vi è comunque la possibilità di essere esonerati  grazie ad un opportuno interpello disapplicativo.  Tuttavia occorre rilevare che le vecchie cause di esclusione sono difficilmente utilizzabili  dalle società che presentano perdite per tre anni consecutivi. Questo perché, in caso di applicazione delle cause di esclusione per tali tipo di società,  non è chiaro quale sia il termine temporale di riferimento. In particolare occorrerebbe verificare quando la situazione indicata sia verificata, e cioè se la condizione si realizza nell’esercizio in sui si realizza il test, o nell’esercizio in cui la società diviene di comodo.

Altro aspetto riguarda invece le disapplicazioni parziali previste da recenti provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate (in particolare il provvedimento del 14 febbraio 2008).  Ricondurre le fattispecie di disapplicazione previste da tali tipi di provvedimenti  alle società in perdita potrebbe essere compito non agevole. Ad esempio nel caso di holding, il meccanismo di esclusione delle partecipazione in società operative non appare corretto nel caso in cui si vogliano misurare le perdite.  Togliere le quote dal calcolo dei proventi minimi non serve a riconvertire il risultato del triennio da perdita fiscale a reddito. In tali casi il reddito minimo Ires sarebbe pari a zero, ma la società ,in quanto non operativa, si vedrebbe azzerata la perdite con l’aggravio di subire le limitazioni in tema Irap e Iva.

Il problema riguarda le società che si trovano in perdita sistemica anche se non presentano alcun indizio che possa far pensare a condotte  elusive. E’ il caso, ad esempio, delle imprese industriali e commerciali colpite dalla crisi ( e che non riescono ad avvalersi delle cause di esonero, perché ad esempio hanno meno di 10 dipendenti), o delle società immobiliari che durante il periodo di costruzione hanno notevoli rimanenze valide per il  test dei ricavi, ma che in assenza di ricavi dichiarano comunque delle perdite.

 

Il calcolo degli acconti

Tale situazione di incertezza si riflette nel calcolo degli acconti per il 2011, che presenta notevole complessità. Infatti le società di comodo nel 2011 (applicando la vecchia normativa) dovrà applicare la disposizione sulle perdite triennali solo qualora intenda passare al sistema previsionale. In sostanza l’operatività per il 2012 dovrà essere verificata sia con il test dei ricavi che con il test delle perdite. Per le società che invece non risultano di comodo per il 2011 con l’attuale disposizione legislativa, si impone anche il controllo dell’esistenza di perdite anche per il triennio 2008 – 2010, e qualora si ricada nelle ipotesi di “società di comodo”  occorrerà quantificare l’imposta che si sarebbe liquidata nel 2011 come se la norma fosse già entrata in vigore in tale anno ( l’acconto dovrà tenere conto anche della maggiorazione di 10,5 punti percentuali previsti dalle nuove norme).

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Argomenti: Aziende e Società