Smart working rafforzato se figli a casa da scuola

Più smart working per i genitori con figli a casa da scuola. In alternativa, anche il congedo retribuito, ma fino al 31 dicembre 2020.

di , pubblicato il
Più smart working per i genitori con figli a casa da scuola. In alternativa, anche il congedo retribuito, ma fino al 31 dicembre 2020.

Smart working al 100% laddove possibile. E’ questa la disposizione principale contenuta nell’ultimo DPCM che prevede il lockdown nelle zone rosse del Paese.

Come ribadito dal premier Giuseppe Conte, l’esempio deve essere dato dalla pubblica amministrazione, ma è fortemente raccomandato anche ai privati. In particolare,

“le Pubbliche amministrazioni dovranno assicurare le percentuali più elevate possibili di lavoro agile, compatibili con le potenzialità organizzative e con la qualità e l’effettività del servizio erogato”.

Smart working e scuole

Con la chiusura delle scuole per le attività didattiche in presenza dalla seconda media inferiore in poi, lo strumento dello smart working assume poi rilevanza fondamentale per i genitori degli alunni. Il Decreto Rilancio amplia infatti il diritto alla fruizione del lavoro agile per i lavoratori costretti a rimanere a casa per accudire i figli in didattica a distanza. Lo prevede l’articolo 22 del Dl n. 137 del 2020 precisando che il diritto riguarda i lavoratori con figli fino a 16 anni di età.

Diritto solo se figlio di età inferiore a 16 anni

Le disposizioni del decreto Rilancio riguardano quindi tutti i lavoratori dipendenti con figli a casa da scuola. Costoro possono chiedere al proprio datore di lavoro di svolgere le mansioni a distanza compatibilmente con la prestazione lavorativa.  Il datore di lavoro non potrà rifiutarsi. La novità è in vigore dal 29 ottobre 2020 fino alla fine dell’anno in corso.

Il decreto consente, al di là dell’attività didattica del figlio, di poter fruire dello smart working anche per il periodo di quarantena del figlio convivente con meno di 16 anni (non più quattordici). La quarantena, però, deve essere disposta dall’Azienda Sanitaria Locale (Asl) territorialmente competente a seguito di contatto che sia avvenuto:

  • all’interno del plesso scolastico;
  • all’ambito dello svolgimento di attività sportive di base o motoria in strutture come palestre, piscine, centri sportivi, circoli sportivi, sia pubblici che privati;
  • all’interno di strutture regolarmente frequentate per seguire lezioni musicali e linguistiche;

smart working o congedo retribuito

Per i lavoratori che non possono fruire dello smart working è previsto il diritto al congedo Covid-19.

L’assenza è retribuita al 50% dall’Inps fino al 31 dicembre (si veda circolare numero 116 del 2 ottobre 2020).

A differenza dello smart working, il congedo retribuito del lavoratore è riconosciuto per il periodo corrispondente alla durata della quarantena del figlio convivente di età inferiore a 14 anni. Ma solo se il contagio è avvenuto a scuola, quindi con esclusione degli altri contesti. Sarà quindi necessario che l’istituto scolastico accerti e disponga l’isolamento.

Il congedo è riconosciuto altresì per il periodo corrispondente alla sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio convivente, minore di 14 anni (ipotesi non prevista dalla precedente norma). Sarà però necessario che l’altro genitore dichiari all’inps di non fruire dello stesso beneficio poiché il congedo è riconosciuto alternativamente ai genitori. Lo stesso è negato se uno dei genitori lavora già in modalità smart working o non lavora per cui può stare a casa ad accudire i figli.

Nei casi appena menzionati il congedo consisterà in una aspettativa non retribuita, con divieto di licenziamento volto alla conservazione del posto. Non è previsto nemmeno il riconoscimento di contribuzione figurativa.

Casi di incompatibilità

Si ricorda che la circolare Inps di cui sopra ha illustrato quali assenze possono essere compatibili con la richiesta di congedo o aspettativa per genitori di figli di età inferiore a 16 in quarantena o in didattica a distanza. In particolare, se l’altro genitore è assente per ferie, malattia, aspettativa non retribuita, per riduzione parziale dell’orario di lavoro con integrazione salariale, per permessi per disabili o congedo straordinario.

La compatibilità non sussisterà nel caso di altro genitore inoccupato, disoccupato o in congedo di maternità o parentale goduto nelle stesse giornate da parte dell’altro genitore per il medesimo figlio o nel caso di integrazioni salariali con sospensione della prestazione lavorativa.

Argomenti: ,