Smart working nella P.A. al 50% fino al 31 gennaio

Gli statali proseguiranno l’attività in smart working fino al 31 gennaio. Almeno un dipendente su due a casa con obbligo di telelavoro per i fragili.

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Gli statali proseguiranno l’attività in smart working fino al 31 gennaio. Almeno un dipendente su due a casa con obbligo di telelavoro per i fragili.

Sono state prorogate fino al 31 gennaio 2021 le disposizioni in materia di smart working per gli statali. In sostanza, almeno un dipendente pubblico su due dovrà lavorare da casa.

Sono le conseguenze dello stato di emergenza per la crisi pandemica. La proroga delle disposizioni emanate con il decreto del Ministro per la pubblica amministrazione del 19 ottobre 2020 sono contenute in un altro decreto della funzione pubblica pubblicato il 23 dicembre scorso.

Smart working per almeno un dipendente su due

In particolare, il decreto stabilisce che lo smart working nella pubblica amministrazione costituisce una delle una delle modalità ordinarie di svolgimento dei servizi. Allo scopo non occorre l’accordo individuale.

Per quanto concerne la modalità organizzative, i dirigenti sono responsabili del rispetto delle regole con immediatezza. Dovrà essere assicurato su base giornaliera, settimanale o plurisettimanale, lo svolgimento del lavoro agile. Coinvolgendo almeno la metà del personale preposto alle attività che possono essere svolte in smart working mediante rotazione del personale.

Lavoratori fragili e quarantena

La legge (decreto di Agosto) prevede inoltre che nei lavoratori fragili si ricorra tassativamente allo smart working. I dirigenti dovranno adottare ogni soluzione utile ad assicurare lo svolgimento dell’attività del lavoro agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione compresa nella medesima categoria.

Una misura che – secondo i sindacati – potrebbe diventare definitiva anche quando terminerà il periodo di emergenza. Per molti lavoratori pubblici (età media 53 anni) il ricorso allo smart working si è dimostrato, oltre che salutare, anche proficuo.

Infine- sempre secondo le nuove disposizioni – nei casi di quarantena con sorveglianza attiva o di isolamento domiciliare fiduciario, il lavoratore che non si trovi in condizione di malattia certificata è tenuto a svolgere la propria attività in modalità agile.

In tutti i casi, la pubblica amministrazione dovrà assicurare la più alta percentuale di ricorso allo smart working per il personale. Il 50% è considerato il limite minimo, ma vi sono enti che vi ricorrono anche al 90%.

Lavoro agile obiettivo della P.A.

Ci dovremmo abituare a gestire la faccende burocratiche e amministrative da casa. Lo smart working nella pubblica amministrazione diventerà strutturale anche dopo il periodo di emergenza.

A ribadirlo è la ministra della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone annunciando le linee di attuazione per lo smart working. Allo scopo Dadone ha anche dato vita a un Osservatorio dedicato che controlla il lavoro agile nella PA.

L’Osservatorio per lo smart working dei dipendenti pubblici svolge un’azione di monitoraggio delle prestazioni dal punto di vista organizzativo e individuale. In particolare vengono controllati periodicamente i carichi di lavoro assegnati in relazione agli obiettivi prefissati.

Non ci sono più scuse per i dipendenti al lavoro da casa. Se in ufficio potevano timbrare il cartellino e poi prendersela comoda, ora dovranno svolgere il lavoro assegnato entro un certo lasso di tempo (art.263 del DL 34 del 2020). Pena l’attivazione di procedimenti disciplinari.

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