Smart Working fondamentale in questa fase, ma attenzione alle criticità

In mancanza di una disciplina normativa protettiva di dettaglio, sono aumentati i rischi di isolamento del lavoratore agile.

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In mancanza di una disciplina normativa protettiva di dettaglio, sono aumentati i rischi di isolamento del lavoratore agile.

L’emergenza sanitaria del coronavirus e le relative politiche di contenimento adottate dal nostro Paese, hanno fatto conoscere, un po’ a tutti gli italiani, lo strumento del lavoro agile (smart working). Alcuni lo utilizzano, altri no. Ad ogni modo, oggi tutti sappiamo di cosa si tratta.

In questa fase, lo smart working ha assunto la veste di strumento fondamentale nel tentativo di arginare, per quanto possibile, il problema legato al lavoro e all’impossibilita degli spostamenti.

Ovviamente, anche questo strumento non è esente da criticità. Ne ha parlato il Consigliere nazionale dei commercialisti con delega alle tematiche del lavoro, Roberto Cunsolo, nel corso dell’audizione presso la Commissione lavoro della Camera in merito al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

Smart working, alcune criticità

Il Consigliere nazionale dei commercialisti con delega alle tematiche del lavoro, Roberto Cunsolo, nel corso dell’audizione presso la Commissione lavoro della Camera in merito al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), si è espresso, fra le tante cose, anche in merito all’istituto dello smart working.

Questo strumento, spiega Cunsolo, ha mostrato “la sua centralità in un mercato del lavoro sempre più digitalizzato. Indubbiamente si mostra quale strumento ottimale per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro”.

Ad oggi, però, lo smart working porta con sé alcune criticità, in realtà superabili.

“Senza un accordo individuale che definisca le modalità di svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile e in mancanza di una disciplina normativa protettiva di dettaglio, sono aumentati i rischi di isolamento del lavoratore agile. La valorizzazione dello smart working non potrà prescindere dalla istituzione di un sistema di incentivi per l’adeguamento degli strumenti e degli ambienti destinati al lavoro agile”.

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