Sigarette elettroniche: imposta di consumo più cara

In arrivo un aumento graduale negli anni per l’imposta di consumo dovuta sulle c.d. sigarette elettroniche

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In arrivo un aumento graduale negli anni per l’imposta di consumo dovuta sulle c.d. sigarette elettroniche

In aumento l’imposta di consumo prevista per i prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina (ossia la sigaretta elettronica).

A prevederlo è la legge di bilancio 2021 nel testo al vaglio del Senato dopo l’approvazione della Camera.

Imposta di consumo sigarette elettroniche: aumento graduale

Attualmente, i prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina, esclusi quelli autorizzati all’immissione in commercio come medicinali, sono assoggettati ad imposta di consumo in misura pari rispettivamente al

  • 10% e 5% dell’accisa gravante sull’equivalente quantitativo di sigarette, con riferimento al prezzo medio ponderato di un chilogrammo convenzionale di sigarette rilevato e alla equivalenza di consumo convenzionale determinata sulla base di apposite procedure tecniche, definite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

La legge di bilancio 2021, innalzerebbe le citate percentuali, rispettivamente

  • al 15% e al 10%, dal 1° gennaio 2021
  • al 20% e al 15%, dal 1° gennaio 2022
  • al 25% e al 20% dal 1° gennaio 2023.

Si stabilirebbe, inoltre, che il soggetto autorizzato alla commercializzazione dei menzionati prodotti, sarebbe tenuto alla preventiva prestazione di cauzione pari al 10% dell’imposta gravante su tutto il prodotto giacente e, comunque, non inferiore all’imposta dovuta mediamente per il periodo di tempo cui si riferisce la dichiarazione presentata ai fini del pagamento dell’imposta.

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