Si torna a licenziare, ma prima scatta la cassa integrazione

Raggiunto l’accordo fra governo e parti sociali sullo sblocco licenziamenti. Prima di tagliare bisognerà usufruire della cassa integrazione.

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Prima di licenziare bisognerà usare tutta la cassa integrazione disponibile. E’ questo in sintesi l’accordo che è stato trovato fra governo e parti sociali per dare il via libera allo sblocco dei licenziamenti.

Dal 1 luglio, quindi, i datori di lavoro possono tornare a licenziare. Fatta eccezione per alcuni settori particolarmente in crisi, si può tornare a licenziare liberamente. A patto che prima sia utilizzata dalle imprese tutta la cassa integrazione.

Licenziamenti solo dopo cassa integrazione

Il testo, firmato al termine del confronto fra governo e parti sociali a Palazzo Chigi, è condiviso anche da Confindustria. Mercoledì il Cdm si riunisce per il via libera al decreto ponte.

In altre parole, le imprese si impegnano a utilizzare tutti gli strumenti a loro disposizione, tra cui la cassa integrazione, prima di licenziare il personale in esubero. A tal fine possono essere usati, laddove possibile,  anche i contratti di solidarietà difensivi ed espansivi, intese di riduzione-rimodulazione dell’orario di lavoro prima di arrivare a licenziare.

La decisione sullo blocco dei licenziamenti presa dal governo quindi non cambia e il CdM si appresta ad approvare il decreto che conferma il blocco solo per il settore tessile, per quello della moda e per il calzaturiero. Ma c’è un impegno ad utilizzare in ogni caso, per tutti, le 13 settimane di Cig ordinaria disponibili.

Compromesso a difesa del lavoro

Per i sindacati si tratta di un segnale importante perché è data una risposta a tutti coloro che in questo periodo avevano preoccupazioni su cosa sarebbe successo nei prossimi giorni e nelle prossime settimane.

Il governo ha quindi confermato la volontà di introdurre criteri selettivi nella proroga del blocco dei licenziamenti e nella proroga della Cassa Covid.

Ammortizzatore sociale specifico che si appresta ad essere modificato con la riforma in arrivo. Ha pertanto individuato nel settore tessile, nella moda e nel calzaturiero i comparti interessati e più meritevoli di tutela.

Per il resto, saranno introdotte 13 settimane aggiuntive di cassa integrazione gratuita per tutte le imprese, sia per le crisi nazionali al Mise sia per le piccole e micro – vertenze regionali e provinciali.

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