Si dirà addio alla mobilità: per tutti ci sarà la Naspi dal 2017

Dal 2017 non sarà più possibile fruire dell'indennità di mobilità ma tutti i lavoratori disoccupati, indistintamente, potranno fruire della Naspi se in possesso dei requisiti necessari.

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Dal 2017 non sarà più possibile fruire dell'indennità di mobilità ma tutti i lavoratori disoccupati, indistintamente, potranno fruire della Naspi se in possesso dei requisiti necessari.

Da gennaio 2017 non sarà più possibile ottenere l’indennità di mobilità per i lavoratori vittime di licenziamenti collettivi. La mobilità sarà sostituita per tutti dalla Naspi, l’indennità di disoccupazione, con tutte le differenze che questo comporterà.

A cambiare sarà innanzitutto l’importo dell’indennità poichè quella di mobilità è al momento pari all’importo della cassa integrazione mentre la Naspi è pari al 75% dell’imponibile medio degli ultimi 4 anni e non può, in ogni caso superare il tetto dei 1300 euro mensili.

Con il passaggio dalla mobilità alla Naspi si vedrà una notevole differenza anche per quel che riguarda la durata della prestazione.

Mobilità: chi ne fruisce?

A fruire dell’indennità di mobilità sono i lavoratori il cui contratto è terminato a causa di un licenziamento collettivo ma solo se l’azienda ha più di 15 dipendenti. L’indennità di mobilità ammonta al 100% del trattamento di casa integrazione straordinaria (che a sua volta è pari all’80% della normale retribuzione). Dopo i primi 12 mesi l’importo passa all’80% dell’indennità di Cassa integrazione, pari al 64% dello stipendio. La mobilità dura da un minimo di 12 ad un massimo di 48 mesi (la durata dipende anche dall’età del lavoratore).

Naspi: quali differenze?

La Naspi spetta a tutti i lavoratori subordinati che hanno perduto involontariamente il lavoro ma solo se in possesso di determinati requisiti (13 settimane di contributi versati nei 4 anni precedenti e almeno 30 giornate di lavoro effetti nel corso dell’anno). La durata massima della Naspi è di 24 mesi ma l’indennità si calcola sulla metà delle settimane di contributi versati nel corso dei 4 anni precedenti.

Come anticipato, l’ammontare della Naspi è pari al 75% dell’imponibile medio degli ultimi 4 anni, ma dal 4 mese di fruizione è prevista una decurtazione del 3% per ogni mese di percezione dell’indennità.

Si ricorda che chi ha ottenuto l’indennità di mobilità nel 2016, nonostante l’abolizione del 2017,  potrà continuare a fruire dell’indennità fino alla sua naturale scadenza.

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