Si alla Brexit, conseguenze per aziende e studenti

I cittadini britannici si sono espressi: si alla Brexit, la Gran Bretagna dovrà uscire dall'Unione europea. Ma quali saranno le conseguenze per mercati, aziende e studenti?

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I cittadini britannici si sono espressi: si alla Brexit,  la Gran Bretagna dovrà uscire dall'Unione europea. Ma quali saranno le conseguenze per mercati, aziende e studenti?

Si alla Brexit, i cittadini hanno votato per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Dal prossimo Consiglio europeo, forse già il 28 giugno, dovrebbe iniziare il negoziato con gli altri Stati membri dell’Ue per decidere tempi e modi del “Leav”. Se non ci sarà un rinvio consensuale, il termine per uscire dall’Unione europea sono i prossimi due anni.

Si alla Brexit: quali saranno le conseguenze per mercati, aziende e studenti

Le conseguenze più pesanti dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, saranno per l’economia e le imprese. Potrebbero arrivare nuovi dazi doganali e certificazioni obbligatorie.

Anche per i mercati si prevede una perdita del 20%. Inoltre, oltre 1.120 funzionari britannici dell’Ue potrebbero dover abbandonare le istituzioni per cui lavorano.

Secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat relativi al I trimestre 2016 e 2015, l’Inghilterra vale un interscambio da 9 miliardi all’anno per le imprese lombarde, 5 di export e 4 di import, su un totale italiano di 33 miliardi.

Anche per gli studenti ci sono delle conseguenze, gli universitari potrebbero essere equiparati a quelli extra europei, con un aumento della retta da novemila euro a trentaseimila, inoltre, perderebbero il diritto all’assistenza sanitaria gratuita.

Per le Università ci saranno dei grandi cambiamenti: tutti i programmi di scambio e collaborazioni tra le università italiane e quelle inglesi dovranno essere rivisti, anche solo nell’ottica di una diversa classificazione di status per i cittadini italiani. Il primo progetto a rischiare è l’Erasmus, l’interscambio di studenti all’interno dell’Unione europea che ogni anno permette a decine di migliaia di universitari di continuare il percorso di studi in una città europea. Salvo accordi speciali tra atenei, la Gran Bretagna sarà una meta molto difficile da raggiungere.

Cambierà anche l’assistenza sanitaria. Nell’Unione europea, in quanto cittadino dell’UE, se ci si ammala inaspettatamente durante un soggiorno temporaneo all’estero, di vacanza, lavoro o studio, si diritto alle cure mediche. Si godono degli stessi diritti delle persone assicurate nel paese in cui ci si trova.

Da extracomunitari, non sarà più così, salvo accordi speciali.

Anche per il lavoro le cose non saranno così semplici. I cittadini italiani nel Regno Unito per lavoro sono 500 mila e già ora possono scegliere di chiedere la cittadinanza dopo cinque anni di residenza e versamento delle tasse. Oggi per trasferirsi non è necessario nessun permesso di soggiorno, ma con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, sarà necessario chiederlo o in alternativa puntare su un permesso generico che non consente di lavorare.

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