Settima Salvaguardia: nessuna tutela per le pensioni dei quindicenni

Non c’è spazio per le pensioni dei quindicenni nella Settima Salvaguardia: bocciati gli emendamenti della Lega e del Movimento 5 Stelle. Ecco cosa succederà

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Non c’è spazio per le pensioni dei quindicenni nella Settima Salvaguardia: bocciati gli emendamenti della Lega e del Movimento 5 Stelle. Ecco cosa succederà

I quindicenni non saranno inclusi nella Settima Salvaguardia: la copertura economica per la riforma delle pensioni non basta a tutelare tutte le categorie di lavoratori tagliati fuori dalla Legge Fornero. Ieri, in Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, la maggioranza ha bocciato gli emendamenti all’articolo due disegno di legge, firmati dalla Lega Nord e dal Movimento 5 Stelle che puntavano proprio ad includere i cd lavoratori quindicenni nella riforma delle pensioni allo studio e, più nello specifico, nell’area di tutela della Settima Salvaguardia.

Pensioni quindicenni: cosa prevedevano gli emendamenti esclusi dalla Settima Salvaguardia

La platea dei potenziali beneficiari, i cosiddetti lavoratori quindicenni, conta circa 5000 soggetti autorizzati ai volontari entro la data del 31 dicembre 1992, con attività di lavoro saltuario o discontinuo oppure che abbiano già raggiunto i 15 anni di contributi alla data del 1992 e poi siano usciti dal mondo del lavoro.   Nella stessa seduta è stato bocciato anche un emendamento che avrebbe favorito i lavoratori postali.

Pensioni quindicenni: le motivazioni dell’esclusione dalla Settima Salvaguardia

A spiegare le motivazioni della contrarietà del Pd è stata Maria Luisa Gnecchi secondo la quale, alle proposte che di fatto introducono “ulteriori limitazioni all’accesso al pensionamento per una categoria in favore della quale sarebbe preferibile intervenire con provvedimenti più generali”, sarebbe da preferire un intervento che non causi ulteriori sperequazioni. La reazione della lega nord alla in commissione lavoro dopo la bocciatura degli emendamenti per i lavoratori quindicenni è stata dura. Il capogruppo Roberto Simonetti ha ricordato che i “cosiddetti quindicenni sono principalmente lavoratrici uscite dal mondo del lavoro più per necessità che per scelta, dopo il 1992 e mai più occupate se non con lavori occasionali saltuari”. Con gli emendamenti di riforma delle pensioni bocciati, spiega, “la Lega aveva proposto di includere le più penalizzate nate nel 52 che a causa della riforma fornello si sono viste spostare la pensione di sei anni e sette mesi“. La Commissione ha invece approvato l’emendamento proposto dalla relatrice del Pd Antonella Incerti e stendendo quindi la Settima Salvaguardia ai lavoratori che hanno maturato il diritto alla pensione fino al 36º mese dalla data di scadenza dell’indennità di mobilità

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Argomenti: News pensioni, Settima salvaguardia