Settima salvaguardia, ecco il dossier sulla pensione degli esodati

Pensioni esodati: depositato il dossier sulla settima salvaguardia. Ecco le novità

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Pensioni esodati: depositato il dossier sulla settima salvaguardia. Ecco le novità

L’Ufficio studi della Camera dei Deputati ha reso noto il dossier sulla settima salvaguardia e gli interventi in programma per la riforma pensioni esodati. L’esame del documento in Commissione è in calendario per settembre e si concentrerà sull’esame di tre disegni di legge (ddl 2958 depositato dai Dem e 3002 e 2514 a firma della Lega Nord).

L’obiettivo per le pensioni degli esodati resta quello di superare le criticità della Legge Fornero. Scopo comune di tutte le proposte sulla settima salvaguardia è quello di intervenire a favore di tutti quei lavoratori che, nel 2011, anno di entrata in vigore della Legge Fornero, erano disoccupati. Le disponibilità di copertura dal Fondo esodati ammontano a circa 3,3 miliardi di euro. Il prossimo passo sarà l’adozione di un testo base a settembre che dovrà approdare in Aula prima dell’approvazione definitiva della legge di Stabilità.

Settima salvaguardia per esodati: chi vi rientra?

Finalmente quindi, nell’ambito della riforma delle pensioni, si torna a parlare di esodati: il dossier sulla settima salvaguardia dovrebbe, prima di tutto, estendere l’applicazione della tutela ad una platea più ampia di beneficiari. Oltre a questi ultimi la misura riguarderebbe i quota 96 ancora in servizio. Secondo le stime più recenti e aggiornate, gli esodati che sono rimasti esclusi dalle sei precedenti salvaguardie ad hoc, sarebbero circa 50 mila. Il totale di quelli che, invece, sono rientrati nelle sei salvaguardie precedenti, è di 80 mila. Sussistono ancora migliaia di situazioni particolari ancora sotto esame.

Pensioni esodati: si decide a settembre ma senza accordi con M5S e Lega

La prossima riunione congiunta tra Commissione Lavoro della Camera e ministeri delle Finanze e del Lavoro, Ragioneria ed Inps è in calendario per il 9 settembre 2015. Ma trovare un compromesso non sarà facilissimo considerando la presa di posizione di Damiano che ha anticipato: “Una alleanza con Salvini e Grillo su singoli emendamenti che dovesse anche solo aprire un varco per la caduta di Renzi, sarebbe un disastro per il nostro Paese, ancora impegnato ad agguantare una fragile ripresa”, aggiungendo che “Se abbiamo a cuore la crescita, l’occupazione, le pensioni ed il completamento delle riforme non possiamo prestarci al gioco di chi ha presentato 500.000 emendamenti non certo per migliorare la legge e ha dichiarato di voler andare ad elezioni”.

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