Settima Salvaguardia: chi sono gli esodati inclusi?

Quanti sono gli esodati rimasti esclusi dalle precedenti sei salvaguardie e quali di questi rientreranno nella settima?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Quanti sono gli esodati rimasti esclusi dalle precedenti sei salvaguardie e quali di questi rientreranno nella settima?

Chi rientrerà nella Settima Salvaguardia? Punto di partenza per rispondere a questa domanda è il censimento degli esodati rimasti esclusi dai sei precedenti interventi. E proprio da qui è partita la Commissione Lavoro di Palazzo Madama avviando un sondaggio online rivolto agli esodati. L’analisi è andata avanti dall’8 aprile al 12 luglio scorso. Tuttavia ora, dall’esame dei risultati del suddetto sondaggio, emerge che i dati raccolti potrebbero non essere del tutto rappresentativi e che potrebbero sussistere delle discrepanze rilevanti tra il numero effettivo di esodati esclusi e quello dichiarato dagli intervistati. La rilevazione si è svolta online e su base volontaria e proprio queste modalità rappresentano il limite dal punto di vista della rappresentatività dei dati. Certamente il sondaggio per il conteggio degli esodati è un parametro di riferimento importante ma ha comunque dei limiti. Pensione esodati: leggi il testo della Settima Salvaguardia

Settima Salvaguardia: sondaggio sugli esodati

Il 72% degli intervistati si è dichiarato “non salvaguardato” dalle sei precedenti misure di interventi. Bisogna quindi capire quali sono le ragioni di questa esclusione per ottimizzare i criteri selettivi in vista della Settima Salvaguardia. 1645 persone hanno risposto volontariamente al questionario (70% uomini). Dal punto di vista anagrafico il 57% ha un’età compresa tra i 60 e i 64 anni mentre il 41% ha tra i 55 e i 59 anni. Di questi solo il 17% è laureato mentre il 53% ha un diploma di scuola superiore e il 27,6% la licenza media. Si cerca anche di capire da quali settori arriva la maggiore percentuale di esodati in cerca di tutela: stando al sondaggio il 50% circa era impiegato, il 21% quadro o funzionario, il 18% operaio e il 9,5% dirigente. Differenze sono emerse anche a livello geografico: la percentuale maggiore di esodati si concentra nel Lazio e in Lombardia. Ancora più determinate può essere analizzare le ragioni che hanno portato a questa condizione: spesso alla base c’è un licenziamento con collocamento in mobilità. Più della metà degli esodati intervistati dichiara di aver ricevuto un incentivo economico. Solo 1 su 4, dopo il licenziamento, ha svolto nuovi lavori. Per quanto riguarda la pensione esodati, l’85% dei rispondenti al sondaggio volontario ha alle spalle più di 30 anni di contributi e il 70% anche più di 35 anni.    

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Argomenti: Salvaguardia esodati

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