Separazione e divorzio: quando la libertà ‘costa’ troppo

Non sempre è così facile dal punto di vista economico gestire una separazione ed un divorzio.

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Non sempre è così facile dal punto di vista economico gestire una separazione ed un divorzio.

Parlare di separazione e divorzio è sempre molto triste: una storia è finita, una famiglia si spacca con tutte le conseguenze che ne seguono.

Spesso la separazione è consensuale, i coniugi si accogono di essere arrivata ad un punto morto della relazione e decidono di comune accordo di riprendersi la propria libertà per cercare una relazione più appagante. Ma nella maggior parte dei casi è soltanto uno dei due a desiderare la rottura e la riacquisizione della libertà e proprio in questi casi si scatenano, sovente, delle vere e proprie lotte all’ultimo oggetto.

Separazione e divorzio: quando la Guerra dei Roses è realtà

Quando la separazione non è voluta da entrambi se a fronteggiarsi sono due persone intelligenti, soprattutto in presenza di figli, le conseguenze non sono poi così terribili e si cerca la via più pacifica e più indolore per tutti. Altre volte, invece, tutto diventa una ripicca, un voler racimolare il massimo possibile dalle macerie di una storia di amore crollata.

La legge italiana, pur cercando a modo suo di tutelare la parte più debole della coppia e cercando di fare in ogni caso l’interesse dei figli minori in ballo, non sempre prende in considerazione ogni aspetto della separazione e del divorzio. La parte più debole, quasi sempre, è la donna che magari ha sacrificato carriera e lavoro per accudire figli e marito, ma in caso di separazione la parte debole chi è?

La casa coniugale, per esempio: nella maggior parte dei casi spetta alla moglie che continua a viverci con i figli. Alla moglie, inoltre, va anche il mantenimento dei figli da parte del marito e se la donna non lavora l’ex coniuge dovrà provvedere anche al suo di mantenimento.

Laddove si vive in condizioni agiate tutto questo non rappresenta un vero problema, ma nelle famiglie monoreddito (quello del marito per intenderci) ad impoverirsi è tutta la famiglia ma a rimetterci maggiormente è il marito che si trova senza tetto sulla testa e a dover mantenere figli ed ex moglie con uno stipendio che, molto spesso, rasenta il ridicolo.

Separarsi è un diritto, rovinare è un potere

Nella scelta di marito e moglie di porre fine al matrimonio, quindi, non ricadono soltanto le conseguenze sentimentali ma anche quelle economiche. Anche se è la donna a chiedere la separazione nella maggior parte dei casi a rimetterci è l’uomo, soprattutto quando ci sono figli.

Anche se la responsabilità dei figli, nella maggior parte dei casi resta alla madre che deve crescerli spesso da sola, anche se è la mamma a fare i sacrifici per non far mancare nulla ai propri figli e a sobbarcarsi di ogni loro necessità, dal punto di vista economico a rimetterci è l’uomo.

Anche se chi scrive è una donna, separata, divorziata e con figli, mi rendo pienamente conto che in caso di separazione e divorzio a rimetterci è quasi sempre l’uomo: deve allontanarsi dai figli che ama, deve lasciare una moglie anche se la decisione della separazione non è sua, perde la casa dove ha vissuto con la sua famiglia ed ha conseguenze economiche che spesso lo pongono al limite delle povertà dovendo provvedere oltre che al mantenimento della moglie, dei figli, alle spese extra della prole anche alle proprie esigenze di vita.

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