Separazione e divorzio: quando i diritti economici delle donne sono calpestati | Intervista

I diritti delle donne quando si parla di separazione e divorzio non sempre sono rispettati e a rimetterci sono, inevitabilmente, i figli.

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I diritti delle donne quando si parla di separazione e divorzio non sempre sono rispettati e a rimetterci sono, inevitabilmente, i figli.

Una nostra lettrice, la signora Marta della provincia di Latina, ci ha contattati per raccontarci la sua storia. Non sempre, infatti, quello che dice la legge o quello che stabilito dalla normativa, risulta di così facile attuazione nella realtà. La realtà dei fatti, quando si parla di separazione e divorzio, molto spesso è fatta di ripicche, di odi, di rancori che trascinano nell’abisso della lite della coppia anche i figli minori. Molto spesso i diritti delle donne sono calpestati, come avviene in questa storia che ci accingiamo a raccontare.

 

Sei separa o divorziata e da quanto tempo?

Sono separata da 10 anni e ancora non ho chiesto il divorzio perchè al momento non sono interessata.

Se non ti provoca troppa sofferenza vuoi raccontarci i motivi che hanno portato alla fine dell’unione matrimoniale?

Ho deciso di separarmi perchè il giorno del battesimo della mia secondogenita, mio marito è sparito. Andato via senza una parola. In seguito ho scoperto che mentre mi aveva detto che stava mettendo i soldi da parte per sostenere il pranzo del battesimo, la somma era stata impiegata per soddisfare i suoi vizi. Da quel momento mi sono accorta, aprendo gli occhi, che i suoi vizi andavano avanti da molto tempo ed era proprio per questo che spesso sparivano dei soldi da casa. Per questo ho deciso di porre fine al matrimonio.

So che hai 2 bellissime figlie, in che rapporti sono con il papà?

I rapporti che le mie figlie hanno con il padre sono quasi nulli. Lui non le cerca mai, quando la primogenita ha preso il sacramento della Cresima lui non è venuto. Non mi versa alcun tipo di mantenimento per provvedere ai bisogni delle bambine.

Spesso sono io ad insistere, in occasioni per le bambine importanti come recite, saggi di danza per avere la sua presenza, lo chiamo e lo avverto dell’evento ma l’ultimo a cui ha partecipato è stato 2 domeniche fa: è venuto, non si è neanche fatto vedere da sua figlia e prima che l’evento finisse è andato via. Questo è il suo atteggiamento verso le figlie.

E la famiglia paterna è rimasta in contatto con le tue bambine?

Insieme all’abbandono del padre le mie figlie hanno subito anche l’abbandono da parte di tutta la famiglia paterna, degli zii, dei nonni, dei cugini. Insieme al papà è sparita anche tutta la sua famiglia.

Il giudice ha stanziato un assegno di mantenimento che tuo marito dovrebbe versare per te e per le tue bambine?

Il giudice, in sede di separazione, ha stabilito che mio marito versi 600 euro mensili, più la metà delle spese straordinarie.  Lo ha fatto soltanto per i primi 6 mesi perchè allora aveva un lavoro con contratto. Dopo i primi sei mesi non mi ha dato più nulla, ho provato due volte a fargli un precetto ma lui ogni volta ha cambiato lavoro non permettendomi di avere quello che mi spettava di diritto. C’è stato un periodo in cui, addirittura, è sparito facendosi di nuovo vivo dopo un anno. Attualmente, per il mantenimento delle bambine io non ricevo assolutamente nulla dal padre.

Raccontaci come è cambiata la tua vita dopo la separazione e come sei riuscita a gestire il lavoro e le bambine in una situazione così difficile

La mia vita è cambiata molto, fortunatamente avevo il mio lavoro con il quale riesco a mantenere dignitosamente le mie bambine. Ho anche un mutuo sulle spalle, ma grazie a Dio i miei genitori mi sono molto vicini e quando ne ho bisogno mi aiutano sia economicamente che nella gestione delle bambine. Il problema sorgerà quando i miei genitori non ci saranno più, ma preferisco non fasciarmi la testa prima di romperla e cerco di non pensare a questa evenienza.

Secondo te le donne che si separano in Italia sono sufficientemente tutelate dalla legge?

A mio avviso le donne separate in Italia sono abbastanza tutelate dalla legge, ma questo vale solo per quelle donne che si separano da un marito che lavora in regola. Per me e per tutte quelle donne che hanno un marito che lavora in nero non c’è nessuna garanzia e nessuna tutela. Lui scappa continuamente. Sarebbe una cosa giusta se ci fosse una pena legale per chi non si prende cura dei propri figli.

Se potessi cambiare qualcosa nel sistema italiano cosa cambieresti?

Non lo so, non me ne intendo di legge ma sicuramente darei una punizione esemplare a livello legale a quei genitori che abbandonano i figli disinteressandosi di loro sia a livello affettivo che a livello economico. Nella mie figlie, soprattutto nella maggiore, l’atteggiamento paterno ha portato alla formazione di problemi abbastanza grandi, non parlo di problemi fisici ma psicologici che non riesco a farle superare nonostante l’aiuto di uno psicologo. Lei ha una rabbia enorme verso gli uomini anche se il padre lo ha frequentato molto poco, ma avendo 13 anni vede la differenza con i genitori dei suoi amici, vede come si comportano gli altri padri e questo la fa soffrire.

 

A cura di Patrizia Del Pidio

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