Sentenza shock: l’uso scorretto del cellulare provoca il cancro

Il telefono cellulare è pericoloso, il suo utilizzo in modo scorretto provoca il cancro al cervello.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Il telefono cellulare è pericoloso, il suo utilizzo in modo scorretto provoca il cancro al cervello.

La sentenza Shock del Tribunale di Ivrea ha stabilito che l’uso scorretto del telefono cellulare causa tumore al cervello. Proprio per questo motivo è stata emessa una condanna nei confronti dell’Inail a risarcire gli eredi di un dipendente Telecom che per 15 anni era stato costretto all’utilizzo del cellulare per almeno 3 ore al giorno.

Già nel 2012 la Corte di Cassazione aveva stabilito con ragionevole certezza che esistesse un legame tra tumore al cervello e radiazioni elettromagnetiche emesse dal cellulare.

Chi per lavoro, quindi, è costretto all’utilizzo del telefono cellulare senza gli auticolari può ottenere, a seguito di diagnosi di tumore al cervello, un risarcimento per malattia professionale. Questo anche se il non utilizzo degli auricolari è stato per incuria del dipendente.

La recente sentenza del tribunale di Ivrea, quindi, riconosce il legame tra la  l’utilizzo del telefono cellulare e la malattia.

Il cellulare, quindi, fa male e la conferma non è così recente come si potrebbe pensare.

Nel 2011 la Iarc, Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro, aveva già appurato l’effetto cancerogeno delle onde elettromagnetiche del telefonino: il cellulare, quindi, era stato inserito nella categoria B dei dispositivi pericolosi.

“Il fatto che nel 2017 i tribunali italiani riconoscano già in primo grado la causa oncogena insita nei campi elettromagnetici generati dal cellulare è il segno del continuo avanzamento delle conoscenze scientifiche” spiega l’avvocato del dipendente ammalatosi di cancro. L’avvocato continua spiegando l’importanza di questa sentenza che “dice proprio che c’è un nesso causale ed è’ per questo che ora chi ci governa debba prendersi la responsabilità di fare qualcosa”.

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Argomenti: News diritto, Curiosità, Sentenze

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